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Frotte di borseggiatrici incinte in stazione: cronaca di un assedio

Sono numerose e organizzate. La polfer dallo scalo di Santa Lucia lancia l'allarme ladre incinte, tra denunce e provvedimenti di allontanamento

Sono organizzate. Scaltre. E soprattutto sono tante. Secondo il compartimento della polizia ferroviaria del Veneto una vera "piaga". Del resto sono le settimane di agosto, quando Venezia viene presa d'assalto da migliaia di turisti al giorno, che le borseggiatrici entrano con maggiore frequenza in azione. Niente di nuovo sotto al sole, fatto sta che però per la polfer il fenomeno starebbe assumendo contorni preoccupanti. Proprio per questo motivo si sono strette le maglie dei controlli nella stazione di Santa Lucia, sia attraverso il sistema di videosorveglianza, sia attraverso agenti in borghese.

Le borseggiatrici, il più delle volte giovani e vestite come normali turiste in grado di non dare nell'occhio, agiscono insieme. Una macchina oliata: spesso a perpetrare materialmente il furto nelle aree più affollate dello scalo ferroviario o tra i passeggeri dei convogli ad alta velocità sono ragazze incinte, consapevoli quindi che nel caso venissero sorprese in flagrante alla peggio si troveranno sul groppone una denuncia. Se poi il furto va a segno le malintenzionate si passano la refurtiva l'un l'altra, in una sorta di staffetta, evitando quindi che la "manolesta" possa essere trovata ancora in possesso di portafogli o borselli.

Giusto venerdì gli uomini della polizia ferroviaria hanno sorpreso in azione una 27enne croata, senza fissa dimora e gravata da numerosi precedenti per borseggio. Naturalmente in stato interessante. Assieme a una complice era riuscita a impossessarsi della borsa di una turista cinese intenta a salire dall'Eurostar. Le due poi sono state avvertite dall'arrivo delle forze dell'ordine e si sono messe a correre per scappare. Una, la 27enne, è stata bloccata con la borsa, l'altra invece è riuscita a scappare con il portafoglio che si trovava al suo interno. Con 6mila euro in contanti.

Dopodiché la giovane "placcata" ha recitato il solito copione già scritto: un malore lamentando di essere incinte, l'arrivo dei sanitari del Suem, l'accompagnamento in ospedale e la successiva fuga. Per lei l'ennesima denuncia. Nuovo provvedimento di allontanamento dal Comune di Venezia invece per una 30enne francese di origini rom che, in barba ai divieti, è stata sorpresa nell'atrio della stazione. Stessa sorte poco più tardi per una coetanea croata, nota manolesta. Sembra la cronaca di un assedio, invece è la descrizione di una normale giornata allo scalo di Santa Lucia.

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