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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cronaca

Botte. E prima offese, minacce e proibizioni. Come funziona il numero antiviolenza 1522

Tre le sedi del Centro antiviolenza: Mestre viale Garibaldi 155/a, Venezia Villa Groggia a Cannaregio, e Lido. Aiuto gratuito e riservato. Dispone di due case rifugio. Garantisce la reperibilità telefonica giorno e notte e collabora col numero verde nazionale

L'occhio nero, le botte, le mandibole spaccate e le orbite fratturate. E prima? I pedinamenti, le offese, le critiche, le imposizioni, l'isolamento e le minacce. La denuncia e la richiesta d'aiuto sono per una donna l'atto di ribellione e coraggio più grande che possa compiere.

Come funziona un centro antiviolenza

A Venezia la lotta alla violenza di genere è un tema molto sentito. Fulcro della rete antiviolenza è il Centro del Comune con tre sedi (a Mestre, in Viale Garibaldi 155/a, a Venezia in Villa Groggia a Cannaregio e al Lido), il quale offre un aiuto gratuito e riservato alle donne vittime di violenza. Dispone di due case rifugio in grado di ospitare anche minori. Aperto 5 giorni alla settimana, su appuntamento, garantisce la reperibilità telefonica giorno e notte in collegamento con gli ospedali del territorio comunale e collabora con il numero verde nazionale 1522. L'équipe di lavoro del Centro è formata da assistenti sociali, educatrici, psicologhe e consulenti legali, dipendenti del Comune e operatrici della cooperativa "La Esse".

I dati

Negli ultimi quattro anni, dal 2019, il Centro ha registrato un aumento del numero delle donne accolte. Si tratta di un fenomeno in via di emersione: nel 2022 sono state 31 le donne, molte con figli o incinte, accolte in situazione di grave urgenza e messe in sicurezza in strutture del territorio oppure ospitate nelle due case rifugio comunali. Nell'anno che sta per concludersi il Centro si è adoperato per creare percorsi di uscita dalla violenza per 200 donne (di cui 113 primi colloqui) e ha offerto 508 consulenze psicologiche, 52 consulenze giuridico-legali e 104 consulenze lavorative, rispondendo a 291 interventi di primo contatto informativo.

Il messaggio

«Il messaggio che il Novembre Donna intende trasmettere è che è possibile liberarsi dalla violenza, non è necessario tollerarla. Molto spesso infatti le donne non si ribellano alla violenza per timore di ripercussioni», spiegano Paola Nicoletta Scarpa, a capo del Servizio protezione sociale e Centro antiviolenza e Patrizia Marcuzzo, responsabile del Centro antiviolenza.

Il Centro antiviolenza sostiene le donne anche nella formazione al lavoro e nell’inserimento occupazionale, non solo con l’obiettivo dell’autonomia reddituale ma anche affinché possano valorizzare competenze e passioni che spesso per molto tempo non hanno potuto coltivare. Nel 2022 sono state 22 le donne seguite per un supporto lavorativo e 3 i tirocini lavorativi attivati. Attraverso lo sportello donne al lavoro, il Centro antiviolenza agisce per potenziare l’autonomia delle donne. La metodologia abbina colloqui individuali a lavori di gruppo con le donne. L’attività è integrata dalla collaborazione con il servizio comunale, centri per l’impiego, aziende, agenzie interinali, associazioni.

L'autonomia. La comunità

«Insieme al Centro antiviolenza abbiamo intrapreso un importante percorso di sensibilizzazione per contrastare e arginare il più possibile nel nostro territorio questa terribile piaga sociale - spiega la presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano - Alle azioni quotidiane e concrete delle nostre operatrici, riteniamo sia fondamentale affiancare una massiccia attività di sensibilizzazione che arrivi a tutta la comunità cittadina che si è sempre dimostrata attenta e sensibile rispetto a questi temi, per arrivare così a tutte quelle donne che per timore o vergogna, spesso non trovano la forza e il coraggio di denunciare o di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza».

"Vogliamo dimostrare  - prosegue la presidente - la nostra vicinanza e il nostro costante impegno nel poterle accompagnare, sostenere e non farle sentire sole in questa difficile battaglia. Il territorio, le Istituzioni, le forze dell’ordine, il mondo dell’associazionismo, sono presenti attivamente e insieme vogliono dare a queste donne l’aiuto e il supporto necessario, affinché nessun’altra venga privata della libertà e della vita».

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