Bracconaggio nelle valli: denunce per 9 tra cacciatori e commercianti

Operazione dei carabinieri forestali tra le province di Venezia e Rovigo. Coinvolti anche un ristoratore e il proprietario di un'armeria. Sequestrati esemplari di specie protette e armi illegali

Un'operazione di contrasto al bracconaggio è stata svolta dai carabinieri negli ultimi giorni tra le aree della laguna sud e del Delta del Po: sono 7 i cacciatori sorpresi a operare in modo illegale e quindi denunciati. Stessa sorte per i titolari di due attività commerciali. Sono state sequestrate armi, munizioni, richiami elettronici ed esemplari di specie protette. Impegnati i carabinieri forestali dei Gruppi di Venezia e Rovigo e del Nucleo Cites, con il supporto della sezione operativa antibracconaggio e reati a danno degli animali (Soarda) di Roma, oltre che dei reparti terrioriali dell’Arma.

Caccia illegale

Nel dettaglio: a Campagna Lupia tre cacciatori, tutti di mezza età, sono stati sorpresi al rientro da una battuta di caccia con un'oca selvatica nascosta in un telo. Sono seguite le perquisizioni domiciliari, in provincia di Padova (nella zona dei colli euganei e nell'area del capoluogo), che hanno portato a scoprire e sequestrare un esemplare protetto di picchio verde (era conservato in congelatore) e un totano moro impagliato, oltre ad una canna di fucile calibro 12 e 27 munizioni a palla non denunciate.

Controlli anche in un'armeria di Campagna Lupia, con il titolare (residente in zona) denunciato per frode: aveva messo in vendita munizioni spezzate, caricate con piombo, con scritto esternamente "steel" per mascherare la reale natura del munizionamento, che nelle aree umide deve essere obbligatoriamente di acciaio o altro metallo non inquinante.

I carabinieri hanno poi approfondito la destinazione della selvaggina, arrivando ad un ristorante - sempre a Campagna Lupia - dove il titolare, residente in paese, stava preparando 7 anatre provenienti dalle valli di caccia, il cui commercio è espressamente vietato, per la somministrazione ai clienti. Anche lui, di conseguenza, è stato denunciato.

Operazione Delta del Po

A Porto Tolle (Rovigo), invece, quattro cacciatori sono stati sorpresi all'interno di due capanni nell'atto di utilizzare richiami elettronici potentissimi, vietati dalla legge. Uno di loro aveva anche un'arma modificata, che poteva esplodere un numero di colpi superiore a quello consentito. Le perquisizioni domiciliari nelle abitazioni di due di questi hanno consentito di accertare detenzioni illecite di munizioni, parti di armi e l'omessa custodia di un fucile.

I controlli effettuati in tre valli da caccia, tra Porto Tolle e Campagna Lupia, hanno portato complessivamente alla contestazione di 34 verbali per abbattimenti di anatre in numero superiore a quanto consentito, mancate annotazioni sui tesserini di caccia e sui registri, oltre ad un verbale per abbandono di rifiuti sul terreno a carico di un Capovalle. Sequestrate amministrativamente 47 anatre.

Materiale sequestrato Forestali-2

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