Cronaca San Donà di Piave

Bracconaggio, salvate dalle reti abusive 10 tartarughe e una trentina di carpe

«Sequestrati» anche sette siluri destinati, probabilmente, al mercato nero

Circa 350 metri di reti da pesca destinate a raccogliere carpe e siluri e nelle quali sono rimaste incastrate anche delle tartarughe. E' quanto hanno scoperto gli agenti della polizia ittico venatoria per la vigilanza ambientale della città metropolitana a Cittanova di San Donà di Piave. Il blitz è scattato domenica lungo il ramo del canale Brian anche grazie a una segnalazione del consigliere metropolitano Costante Marigonda. Gli agenti hanno individuato un primo punto in cui erano presenti delle reti abusive calate nell’acqua ed hanno deciso di appostarsi in attesa che qualcuno le recuperasse. 

Poco prima delle 20, si è fermata un’auto con targa dell’est europeo da cui è sceso un uomo con una torcia che ha solamente controllato che le reti fossero ancora in acqua, per poi risalire e andarsene. La rete, alta circa 2 metri e lunga 100 metri, aveva già imbrigliato una decina di testuggini autoctone che sono state subito liberate, e una alcune carpe oltre ad un esemplare di siluro di circa 30 chili. Le reti sono state sequestrate.

Lunedì mattina, gli agenti si sono nuovamente recati in località Cittanova dove hanno individuato una seconda rete calata in acqua: in questo caso lunga 250 metri e che aveva imbrigliato 25 carpe e 7 siluri. Le tartarughe e le carpe sono state rilasciate in acqua mentre i siluri dovranno essere smaltiti perché animali che danneggiano l’ecosistema del Brian. Questo ultimo particolare tipo di pesce potrebbe essere pescato abusivamente per alimentare una sorta di mercato nero gestito proprio da stranieri dell’est europeo. La targa dell’auto è stata segnalata ai carabinieri.

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