Presentata alla città la bretella ferroviaria per l'aeroporto

Residenti preoccupati per l'impatto sull'abitato e per la zona che resterà "intrappolata" tra i rami della ferrovia. Il sindaco ha ribadito l'importanza di dare garanzie ai proprietari che subiranno espropri e a chi abita nelle vicinanze del tracciato

Inquadramento prospettico della stazione Aeroporto di Venezia

L'iter della bretella ferroviaria per l'aeroporto di Venezia prosegue con il dibattito pubblico che si è tenuto oggi, 8 giugno, al Candiani di Mestre e in video conferenza, di presentazione del piano alla città. Rfi e Italferr (il braccio operativo di Rfi) hanno esposto il progetto di massima che, in breve, è costituito da un "ramo" che si stacca dalla linea Trieste-Venezia e corre parallelo alla bretella autostradale, in parte sottoterra, e arriva all'aeroporto con un "cappio" in galleria sotterranea.

Espropri e garanzie

Il sindaco Luigi Brugnaro ha spiegato che l'amministrazione «è d'accordo» in linea di massima con il progetto, ma che «questa disponibilità non è gratuita e incondizionata: chiediamo che la gente abbia gli indennizzi giusti, non solo chi abita nelle case che verranno abbattute ma anche chi vive in quelle vicine al tracciato dell'opera, per fasce. Saremo un presidio di garanzia: chi sarà svantaggiato andrà risarcito». Da subito, ha detto, va posto il tema del cantiere: «Per Tessera serve un bypass, una viabilità che eviti il traffico di attraversamento che non c'entra con l'abitato». Il 14 giugno è la data di scadenza per le osservazioni sull'opera che, è stato detto più volte, è considerata «progetto strategico» a livello nazionale nell'ambito del piano di collegamento degli aeroporti. I promotori, poi, hanno evidenziato che il progetto «avrà una durata significativa, almeno 4 anni di lavori». Al centro del dibattito c'è la soluzione di raccordo ferroviario più recentemente ipotizzata, e depositata i primi di maggio in Regione da Rfi per la valutazione d’impatto ambientale. A presentare il progetto sono stati Giuseppe Romeo, referente Rfi per i progetti Venezia e Brennero, e il project manager Patric Marini. Il costo dell’intervento, di cui sono state presentate anche le opere di mitigazione ambientale, è stato quantificato in 475 milioni di euro, che rientrano nel contratto di programma 2017-2021 sottoscritto dal ministero dei Trasporti e Rfi.

Tracciato e "cappio"

A riepilogare il tracciato del progetto è stato l'ingegner Marini: «Il "cappio" (ovvero il tracciato ad anello, che permette ai treni di proseguire il tragitto anziché fare manovra, come invece accade in una stazione di testa) deriva della scelta di collegare in modo rapido gli aeroporti e quindi velocizzare la percorrenza». «Il tracciato - ha spiegato - è una bretella della lunghezza di 8 chilometri totali che si stacca dalla linea Venezia-Trieste, si affianca alla bretella autostradale, poi si inabissa sotto terra e fa un cappio sotto l'aera aeroportuale. Si sviluppa per un primo pezzo sottoterra, poi si innalza sopra il fiume Dese lungo un ponte con campata di 80 metri, torna in trincea, approccia ad una zona compatibile con la fermata stadio e infine diventa una galleria, arrivando alla stazione aeroporto. La stazione è disposta su tre livelli, di cui due interrati e uno di copertura fuori terra. Il mezzanino sarà predisposto per una zona commerciale e biglietterie. È previsto un tappeto mobile, ovvero un percorso pedonale (moving walkway) sopraelevato per raggiungere l'aeroporto. Inoltre un parcheggio per auto». Ci sono 3,13 chilometri di percorso in esterno, 540 metri in viadotto, 950 metri in trincea e 3,3 chilometri in galleria. L'interconnessione lato Trieste è in singolo binario, quella in direzione Mestre in binario doppio.

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Criticità

Uno dei problemi principali è costituito dall'abitato di Dese, che in parte rimarrà "incastrato" nell'area che si formerà tra i rami della ferrovia nel punto dell'interconnessione con la linea Venezia-Trieste. Sul punto gli abitanti si sono detti preoccupati e molti non sono soddisfatti dalle soluzioni esposte da Rfi e Italferr: «Abbiamo pensato a dei cavalcavia di pendenza compatibile con il percorso ciclabile, in modo garantire la viabilità attuale», hanno spiegato i promotori. Altri dubbi riguardano le criticità e i disagi legati al periodo dei lavori, considerato che i cantieri si protrarranno per quattro anni. «Faremo una viabilità temporanea - hanno detto gli ingegneri di Italferr - per il tempo necessario alla realizzazione del progetto, per cui di fatto l'utente non noterà la differenza». Sul lato Trieste è previsto il ripristino della viabilità locale e la pista ciclabile, con il nuovo cavalcavia; dal lato Mestre, una successione di trincee con muri a "U" e gallerie per risolvere le interferenze passando al di sotto delle opere esistenti.

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