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Il sindaco Brugnaro celebra il Ghetto: "Esempio straordinario di integrazione"

Il primo cittadino martedì alla Fenice per la cerimonia del cinquecentesimo anniversario. "Tuteliamo quel mosaico di esperienze che hanno reso grande la nostra città"

"Emarginazione ma anche riscatto, separazione e unione, morte e vita". Così il sindaco Luigi Brugnaro riassume la storia della comunità ebraica a Venezia, indissolubilmente legata al Ghetto di cui martedì, e per i mesi a venire, si celebrano i 500 anni di vita. Il primo cittadino partecipa insieme alle maggiori istituzioni del Veneto (e non solo) alla cerimonia che si tiene al teatro La Fenice di Venezia.

"Sono passati cinque secoli da quando il Senato Veneziano decretò che tutti gli ebrei dovevano abitare uniti in una zona recintata e sorvegliata di Venezia - racconta Brugnaro - una decisione destinata a lasciare un segno profondo nella vita di tutta la comunità ebraica, della città, del mondo intero. Il ghetto era una sorta di città nella città, un labirinto in cui lo scarso spazio a disposizione doveva essere dilatato a dismisura per far spazio a un numero di persone sempre più elevato che nel Seicento, prima della pestilenza, arrivò a toccare quota cinquemila".

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"E poi persone - continua - tante persone, ebrei provenienti da tutto il mondo per vivere nel ghetto di Venezia perché qui, rispetto ad altri Paesi da cui gli ebrei erano banditi, si poteva restare anche se con mille limitazioni. Tra le sue calli, migliaia di persone hanno vissuto il dramma della segregazione e dell'isolamento. L'obbligo di rimanere confinati in un'area ristretta, l'impossibilità di scegliere un lavoro che non fosse quello imposto, il pregiudizio che segnava le relazioni con i non ebrei, hanno condizionato per secoli la vita di chi abitava il ghetto".

"Eppure, quella che il ghetto di Venezia racconta, è anche la storia di una comunità che, sfidando costrizioni e ostacoli pesanti, ha saputo contribuire in maniera significativa alla vita della città, rinsaldando legami religiosi e culturali, ma nello stesso tempo aprendosi alla vocazione di una città come Venezia che, da sempre, ha fatto della propria particolarità una ricchezza da condividere con il mondo intero. La storia della comunità ebraica Veneziana è un esempio straordinariamente positivo di integrazione voluta, cercata e realizzata. Pensato come quartiere chiuso in cui relegare gli ebrei, il ghetto era in realtà anche una porzione di mondo, luogo di incontro, di identità riscoperta, di convivenza tra nazionalità diverse: uno specchio insomma di una Venezia, ora come allora, vivace e cosmopolita. La storia di Venezia, da sempre crocevia di culture e culla di incontro tra i popoli, ci insegni a valorizzare e tutelare quel mosaico di esperienze che hanno reso grande la nostra città sempre e comunque nel rispetto delle regole".

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