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La reazione / Santa Maria di Sala

Corruzione a Santa Maria di Sala. Brugnaro: «Sono basito»

L'ex sindaco Fragomeni, arrestato nell'operazione dei carabinieri, è coordinatore provinciale di Coraggio Italia, fondato dal sindaco di Venezia. Il partito lo ha sospeso

«La notizia delle ordinanze cautelari emesse dalla procura di Venezia per reati contro la pubblica amministrazione mi ha lasciato letteralmente basito. Ho piena fiducia nella magistratura che saprà accertare la verità»: a dirlo è il sindaco metropolitano Luigi Brugnaro, commentando brevemente l'annuncio degli arresti eseguiti oggi a carico di sei persone indagate per un presunto giro di mazzette a Santa Maria di Sala. Tra i coinvolti c'è infatti un esponente di spicco della politica locale, coordinatore provinciale del partito Coraggio Italia, di cui Brugnaro è il fondatore: l'ex sindaco Nicola Fragomeni, primo cittadino di Santa Maria di Sala dal 2012 al 2022, attualmente consigliere comunale. Il partito ha comunicato di averlo sospeso.

Tra gli arrestati anche Ugo Zamengo, sindaco dello stesso comune dal 2002 al 2007 e attuale consigliere di maggioranza, eletto con il gruppo politico "Lista Natascia Rocchi Sindaco - Coraggio Italia - Generazioni per crescere".

In base alla ricostruzione dei carabinieri, Fragomeni e Zamengo avrebbero cercato (in parte riuscendoci) di ottenere guadagni illeciti approfittando dei rispettivi ruoli nella pubblica amministrazione. Dai primi risultati dell'indagine, svolta tra il 2019 e il 2022, sembra che alcuni funzionari pubblici, tra cui i due ex sindaci, abbiano concordato con degli imprenditori una "commissione" del 10-15% sulla costruzione di una Rsa in cambio della concessione della variazione di destinazione d'uso su terreni privati. Nell'indagine, oltre ai due esponenti di Coraggio Italia, sono coinvolti un dirigente comunale e un architetto, sempre di Santa Maria di Sala, e due imprenditori padovani.

L'inchiesta è partita dalla segnalazione del proprietario di un terreno, che si è presentato ai carabinieri denunciando il suo caso: ha spiegato che i funzionari pubblici gli avrebbero chiesto una "extra busta" per la trasformazione del terreno da agricolo a edificabile. Gli investigatori hanno poi avviato le indagini e scoperto il presunto giro di mazzette. La vicenda della Rsa potrebbe non essere l'unica: il procuratore Bruno Cherchi parla di «elementi in relazione a più fatti di induzione indebita e richieste di denaro per attività pubbliche da parte di pubblici ufficiali».

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