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Cronaca

Brugnaro-Cgil, botta e risposta social: "10 anni di cattive abitudini". "Sarà sciopero"

Il primo cittadino di Venezia e i sindacati si scontrano su Twitter riguardo al problema dei servizi educativi

Battibecco a mezzo social tra il sindaco Luigi Brugnaro e la Cgil sul problema dei servizi educativi. Il primo cittadino, sul suo profilo Twitter ha tirato dritto specificando "Basta furbizie e anni di cattive abitudini".
 



I sindacati, invece, lamentano una situazione difficile e svantaggiosa per i lavoratori e minacciano uno sciopero


La situazione si è infiammata e Daniele Giordano Segretario Generale Fp Cgil ha dichiarato: "Ci piacerebbe sapere quali siano queste cattive abitudini di cui parla il sindaco perché temiamo, ancora una volta, che parli dei diritti dei lavoratori sanciti dalla legge e dai
contratti e su cui sappiamo, non da oggi, nutre una malcelata avversione. Educatrici e educatori che come il restante personale del Comune hanno perso 200 euro medi e hanno visto questa Giunta approvare un atto unilaterale che istituisce le fantomatiche idee vincenti tanto care al Sindaco".

Prova a metterci una sopra l'assessore alle Politiche educative del comune di Venezia, Paolo Romor, che precisa: "Nonostante il pesante debito ereditato ed i vincoli del Patto di stabilità, abbiamo garantito l’organico, nei numeri previsti dal vigente regolamento (che non sono stati in alcun modo modificati), con l’assunzione di 47 insegnanti a tempo indeterminato, risolvendo, nel contempo, numerose situazioni di precariato create nell'ultimo decennio. Abbiamo avviato una riorganizzazione mirata a rendere il servizio più efficiente e più vicino alle esigenze dei cittadini ed è stato aumentato di mezz’ora l’orario di apertura, così come richiesto dalle famiglie e condiviso dal Consiglio comunale. Qualcun altro instilla nei genitori infondati timori (giusto a titolo di esempio, una dichiarazione riportata dal Gazzettino di oggi: ‘...i bambini non sono sorvegliati e cadono’) da strumentalizzare ed usare per la difesa di ingiustificabili privilegi: decine di richieste di permesso il primo giorno di scuola, il rifiuto a fornire una programmazione delle assenze per L. 104/92 e a sostituire colleghi assenti in un’altra scuola (senza curarsi del fatto che, tra l’altro, siamo tuttora in presenza di un divieto di assunzione di supplenti, quale sanzione imposta dalla normativa in tema di Patto di stabilità). I cittadini sapranno valutare”.

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