menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Brugnaro: "Basta con kebab e cineserie, allargare le misure anti alcol a tutta la città"

Il sindaco guarda al regolamento urbano di Firenze: "Divertimento a Mestre, non a 3 metri dalla gente che dorme. A una certa ora taglio dei decibel. Interverremo anche agli Ormesini"

"Dove ti giri trovi kebab e roba da asporto. Cineserie di ogni tipo. Di questo passo perderemo le nostre eccellenze, il nostro artigianato. Le regole le dobbiamo promuovere noi, perché è giusto difendere le nostre tradizioni. Nessuno lo farà per noi". Il sindaco Luigi Brugnaro mercoledì mattina ha tuonato contro quella che spesso è diventata Venezia negli ultimi anni, di fronte al continuo assalto di turisti. Una casbah in cui è difficile imbattersi nella qualità. Tutto si appiattisce su un livello "medio" (anzi, spesso ampiamente sotto la media) calibrato per il turista che trascorre in città pochi giorni.

Ca' Farsetti guarda al regolamento urbano di Firenze per arginare il fenomeno: a gennaio, infatti, il Consiglio comunale del capoluogo toscano ha approvato il regolamento "Unesco", vietando in centro storico l'apertura di minimarket e kebabari. O meglio, di attività al di sotto dei 40 metri quadri sprovviste di bagni a misura di disabile, seguendo i dettami anche del Codice dei Beni culturali. A Firenze la norma è retroattiva: con ciò centinaia di esercizi di colpo sono diventati irregolari, con tre anni di tempo per mettere tutto a norma. Uno scenario su cui, stando alle parole del sindaco Brugnaro, ragiona anche Ca' Farsetti, tanto più che mercoledì mattina in Senato è approdato un disegno di legge ad hoc che riguarda le misure per tutela e fruizione dei siti italiani inseriti nella lista di "patrimonio mondiale dell'Unesco". A Firenze il divieto anche sopra i 40 metri quadri di "pizzerie al taglio o altre attività che utilizzano alimenti precotti o surgelati", come molti kebabari appunto.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Se il disegno di legge avrà un iter veloce lo si vedrà, fatto sta che il sindaco Brugnaro sta cercando soluzioni subito: "Il problema è concepire norme che siano realistiche - dichiara - perché ascoltiamo le idee di tutti, ma poi serve avere la possibilità di metterle in pratica". Per questo non si guarda a un'ordinanza d'urgenza, bensì a una modifica vera e propria del regolamento urbano. Una misura il più possibile duratura: "Io credo nella libertà di mercato, ma dobbiamo mettere delle regole - spiega il primo cittadino - abbiamo introdotto una norma secondo cui non è possibile andare in giro con i bicchieri di vetro in campo Santa Margherita. Potevamo farlo solo lì perché altrimenti la misura ci sarebbe stata contestata. Ma vorremmo allargare i divieti anche al resto della città. In alcuni orari i decibel devono calare. Perché la gente deve dormire". Il futuro della movida, quindi, per Brugnaro sarà in terraferma: "I giovani è giusto che abbiano spazi in cui divertirsi - afferma - Mestre sarà il fulcro della nostra modernità. Abbiamo il parco San Giuliano, poi ci sarà l'evoluzione di Porto Marghera, con edifici d'avanguardia. I giovani devono divertirsi rispettando le regole, ma non lo si può fare a 3 metri dalla gente che dorme. In questo senso le norme non ci aiutano, perché vorrei avere la possibilità di chiudere in camera di sicurezza per una notte chi si ubriaca e diventa un pericolo per gli altri, o che imbratta la città. Dal giorno dopo vedrai che non lo farà più".

Da kebabari e cineserie al tentativo di gestire la movida lagunare il passo è breve. Perché non c'è solo campo Santa Margherita nel mirino. Residenti si lamentano per esempio anche in zona fondamenta degli Ormesini: "Ci stiamo pensando. Non potrà essere un'ordinanza d'urgenza, bensì una rivisitazione del regolamento. Le norme non ci aiutano, perché abbiamo sempre proposto per esempio la ztl pedonale in alcune zone del centro storico. Ma la legge ci blocca. Le proposte devono essere fattibili". Sul tema è intervenuto anche il consigliere d'opposizione Nicola Pellicani: "A Venezia i disagi creati dalla vita notturna continuano ad aumentare - dichiara - La situazione è ormai esplosiva non solo in campo Santa Margherita, ma in altre parti della città a partire dalla zona di Fondamenta degli Ormesini e della Misericordia dove i residenti sono esasperati per l'affollamento notturno dei locali che provocano rumori, schiamazzi e disagi fino a notte fonda. I residenti, stanchi di questa situazione, senza ricevere alcuna attenzione da parte dell'amministrazione comunale, si stanno organizzando in un comitato chiedendo giustamente più controlli da parte del Comune e delle forze dell'ordine. In campo Santa Margherita è da tempo che si cerca un punto di equilibrio tra le aspettative di coloro che animano la vita notturna, perciò dei frequentatori dei locali e degli esercenti, e la legittima richiesta dei residenti al rispetto della quiete pubblica. Mi chiedo cosa aspetti il sindaco e la sua giunta a rispondere alle giuste richieste dei cittadini che abitano nella zona di Fondamenta degli Ormesini e della Misericordia. Apriamo subito un confronto con i residenti e gli esercenti per trovare una soluzione condivisa ed equilibrata".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

La Casa dei Tre Oci va al gruppo Berggruen Institute

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • social

    Perché San Valentino è la festa degli innamorati?

Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento