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Profughi, Brugnaro rilancia: "Pronto a Conferenza Mondiale"

Il sindaco veneziano dichiara "l'impossibilità di ulteriore accoglienza", proposto meeting internazionale con Junker, Matteo Renzi e Luca Zaia

Il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro commenta a chiare lettere la situazione emersa in Veneto in seguito all’emergenza migranti. Molti di coloro che, partiti dall’Africa, sono approdati sulle coste del Meridione, sono infatti stati dirottati verso il veneziano. Queste le parole del primo cittadino al riguardo:

"Oggi, nell'oggettiva impossibilità di accogliere sul territorio comunale altri migranti, servono realismo e senso di responsabilità, che non si traducono in disinteresse o volontà di abbandono, come qualcuno vorrebbe far credere. Venezia non è mai stata, non è e non sarà mai indifferente al dramma umano di chi sceglie di lasciare il proprio Paese d'origine a causa della disperazione.

Ho già anticipato, e confermo, di essere pronto a organizzare una conferenza internazionale nella sede di Palazzo Ducale per affrontare il fenomeno in questione in tutti i suoi risvolti, alla presenza - tra gli altri - del Presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, del Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi e del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

 Su un tema così delicato, sarebbe opportuno che il Governo cominciasse a cambiare rotta, fintanto che a livello europeo e internazionale non saranno trovate delle soluzioni credibili ed efficaci, che sappiano dare risposta alle richieste di aiuto dei migranti e, insieme, tutelare le esigenze dei Paesi che ricevono gli arrivi. Fino ad allora, sarà opportuno prevedere anche misure straordinarie come il blocco navale davanti alle coste africane, che naturalmente non escluderà il nostro dovere di assistenza: i migranti andranno rifocillati di acqua e viveri, medicati, supportati psicologicamente. Inoltre, sarà necessario fornire loro delle barche degne di questo nome, invece delle carrette dove vengono di solito imbarcati in condizioni disumane, e che in massima sicurezza potranno riportarli nella rotta di origine.

Solo scoraggiando le partenze e solo limitando il flusso di ingressi si potrà stroncare il gigantesco e vergognoso racket di chi lucra su chi soffre, vendendo lautamente false promesse e false aspettative. I bisogni necessitano, invece, di soluzioni vere, effettive, sostenibili, non buoniste e su cui è chiamata urgentemente in causa, prima di tutto, la Comunità internazionale".

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