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Portualità, industria e terziario per rilanciare Porto Marghera: “Serve il mini porto off shore”

Martedì a Mestre la presentazione delle celebrazioni per il centenario dell'area industriale veneziana. Il sindaco ha parlato di triplice rilancio. Programma di iniziative fino al 2018

Rilanciare Porto Marghera in tre step: industria, portualità e turismo. Più che un'esigenza, è apparso come un vero e proprio diktat quello del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, nel corso della conferenza stampa di presentazione delle celebrazioni per il centenario del polo industriale veneziano, tenutasi martedì mattina nella sala consiliare del Municipio di Mestre. Un programma di iniziative che si svolgeranno tra l'autunno del 2017 e la primavera del 2018.

Un comitato trasversale quello promotore delle iniziative per il centenario, di cui il sindaco lagunare è presidente. Un gruppo di persone, come ha specificato lo stesso Brugnaro, che deve portare al rilancio della città. Tanti i punti essenziali per garantire una ripartenza dell'area industriale veneziana. "Il futuro - ha sottolineato il primo cittadino - sono l'economia green e 4.0, quella informatica e telematica. Lo dobbiamo fare per i nostri nipoti e le generazioni a venire. Dobbiamo essere pronti a rispondere alla competizione internazionale. E proprio sotto quest'ottica è necessario realizzare un mini porto off shore, per il risolvere il problema della bocca di Porto a Malamocco, e creare delle zone franche a Porto Marghera". Ma la linea dettata da Brugnaro è quella del rilancio globale, ed ecco che è indispensabile rilanciare le fabbriche, che "sono fatte a pezzettini. Mancano i grandi impianti. Abbiamo a disposizione un'estensione di 2200 ettari, 10 volte superiore a Bagnoli, che ha ricevuto finanziamenti". 

Non solo trasporto marittimo e industria, perché a Marghera bisogna rilanciare anche il settore terziario. "In questo senso - ha aggiunto il sindaco - Eni ha contribuito con una cifra consistente per sponsorizzare il racconto di Porto Marghera, tra passato, presente e futuro. Dobbiamo parlare di Porto Marghera e Venezia non solo al mondo, ma anche a noi stessi. Dobbiamo 'imparare Venezia per chi non la conosce', come disse il cardinale Ettore Scola. Imparare di nuovo Venezia per i veneziani, conoscere la grande storia della propria città".

Capitolo grandi navi. Mancano ancora le risposte dal Governo: "Dovevano arrivare ancora prima dell'estate, - ha spiegato Brugnaro - ora speriamo di avere delle notizie a settembre. Potranno essere fatti due approdi sulla destra verso l'area vecchia della Fincantieri, dove stiamo ristrutturando la zona per navi più grandi". Pare quindi che la soluzione verso la quale si andrà sarà quella preferita dal primo cittadino, ossia il progetto del Vittorio Emanuele.

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