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Brugnaro "rinuncia" al Mose? Gestione allo Stato, alla città poteri su acque e bonifiche

Il sindaco avrebbe proposto al governo di manterere locali le competenze dell'ex magistrato alle acque. Nuove soluzioni per il turismo: tornelli contapersone in Riva degli Schiavoni

Gestione del Mose allo Stato, mentre i poteri dell'ex magistrato alle acque dovrebbero tornare al Comune di Venezia. Questa la richiesta - secondo quanto riporta Il Gazzettino - del sindaco Luigi Brugnaro, che nei giorni scorsi ha incontrato il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Elena Boschi. Il primo cittadino, insomma, sarebbe disposto a fare un passo indietro, lasciando al governo centrale il potere decisionale (a patto di essere coinvolti) su apertura e chiusura del sistema di paratoie mobili.

Diversa la posizione su tutto ciò che riguarda bonifiche, canali, marginamenti, acque e bricole, ovvero su tutto ciò che competeva al magistrato alle acque. Questioni che, secondo il sindaco, dovrebbero essere gestite direttamente dalla città. Come anche previsto dalla legge.

Brugnaro è anche tornato sul delicato tema del turismo, spiegando che dovrebbe essere realizzata una piattaforma web per la mobilità turistica. Questo per regolare gli arrivi massicci di milioni di persone dai litorali, spesso in giornate da bollino rosso. Gli sbarchi su Riva degli Schiavoni potrebbero essere controllati tramite tornelli contapersone e in parte dirottati verso i Giardini oppure Lido e isole.

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