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Bucintoro, braccio di ferro con il Comune: "Facciamo anche cultura"

La Reale Società Canottieri è stata sfrattata da Cà Farsetti per aver violato i termini di concessione, affittando per mostre dei luoghi da destinare all'esclusiva attività remiera

Non solo sport. Si basa su questo punto la difesa della Bucintoro, Reale Società Canottieri, sfrattata dal Comune di Venezia per aver violato i termini della concessione, in scadenza fra sette anni, circa l’uso degli spazi a sua disposizione. Un provvedimento esecutivo di Cà Farsetti impone, infatti, alla società di lasciare liberi i Magazzini del Sale entro il prossimo 1 settembre.

L’accusa sarebbe, più in particolare, quella di aver affittato per mostre dei luoghi che dovevano essere dedicati all’esclusiva attività remiera: nel 2011 il Magazzino 5 sarebbe stato utilizzato per lo svolgimento di una mostra della Biennale d’arte, "The future of promise", curata da Lina Lazaar e co-organizzata con la Fondazione "The Edge of Arabia". Per sei mesi, 21 artisti da tutta la riva sud del Mediterraneo (alcuni di grande fama come Mona Hatoum) hanno esposto qui.

Dal Comune negano di aver mai ricevuto una richiesta di autorizzazione e ricordano il divieto, scritto nella convenzione, di far fruttare i magazzini, per rispettarne le finalità sportive. Dal lato suo, la Bucintoro rifiuta la violazione e invoca il ricorso al Tar. Il presidente, Lucia Diglio, si difende sottolineando come le attività culturali siano parte integrante della storia della società: sport, cultura, dinamiche sociali allacciate da un legame indissolubile. Per questo motivo avrebbero messo in piedi un team, la “Bucintoro cultura Art&SalE”, che si occupa di promuovere eventi (una decina solo nell’ultimo anno) capaci di integrare la vocazione sportiva e la vena artistica della Reale.

La lettera di avvio del procedimento è arrivata il 26 gennaio. Un mese dopo gli uffici di Cà Farsetti hanno notificato la decadenza della convenzione. Lo sfratto alla Bucintoro arriva a pochi mesi dal braccio di ferro con il Cantiere Crea alla Giudecca: Gianpaolo Vianello ha chiesto di trasformare una parte degli spazi in una fornace per il vetro, con dimostrazioni per i turisti e vendita dei vetri, ma il Comune ha opposto un deciso rifiuto, imponendo anche a Crea il ricorso al Tar.

Resta quindi da vedere come si concluderà questo nuovo testa a testa tra amministrazione e una delle istituzioni sportive più antiche (130 anni) e prestigiose della città.

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