La Corte dei conti ha calcolato un danno di oltre 12 milioni per il "buco" del Lido

Le verifiche sui progetti hanno stabilito che i responsabili sottovalutarono la possibilità di trovare amianto nel sottosuolo. I lavori furono bloccati nel 2011, in tutto sono stati spesi oltre 30 milioni

Il "buco" subito dopo essere stato chiuso, nel 2016

La Corte dei conti ha stabilito che il danno erariale seguito al fallimento del progetto del nuovo palacinema al Lido ammonta a 12,6 milioni di euro. Sono dodici, secondo la stampa locale, le persone ritenute responsabili del danno: commissari, amministratori e tecnici, tutti coloro che avrebbero dovuto vigilare e rendersi conto che il progetto esecutivo aveva sottovalutato la possibilità di trovare eternit sotto terra. In caso di condanna, la maggior parte del risarcimento andrà allo Stato, il 13% alla Regione e il 4% al Comune. I presunti responsabili ora hanno la possibilità di fornire le proprie motivazioni, poi la procura deciderà chi inviare a giudizio.

Palazzo mai realizzato

La procura regionale della Corte aveva avviato gli accertamenti diversi anni fa, partendo dagli esposti arrivati all'attenzione del viceprocuratore Giancarlo Di Maio. Venne nominato un ingegnere esperto che in questi anni ha fatto le dovute verifiche sulle carte, i progetti e le documentazioni acquisite dalla guardia di finanza. Complessivamente, per un palazzo che non ha visto la posa di una sola pietra, i cittadini hanno finito per pagare oltre 30 milioni, 18 dei quali per la bonifica dell'amianto, altri 22 per lo scavo e la ricopertura del famigerato “buco”.

Danno erariale

I lavori vennero fermati nel 2011, mentre nel 2016, sotto la giunta Brugnaro, si decise di chiudere definitivamente il buco. La crifra contestata in fase di realizzazione del progetto è di 11,6 milioni, perché, scrive il Corriere, «alcuni lavori preliminari si sarebbero dovuti fare comunque, mentre da un certo punto in poi si è cercato solo di tamponare la situazione, nella speranza di non aver buttato via i soldi; poi c’è un milione forfettario per il progetto, privo di utilità per una parte, per aver ignorato la possibilità di trovare l’eternit (ne era costati 3,2)». In totale «il danno da ricondurre alla mancata rilevazione delle lacune progettuali è di 12 milioni e 643 mila euro».

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