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Bullismo e droghe nelle scuole, i dati della prefettura

In tutto 6 casi segnalati negli istituti veneziani dall'inizio dell'anno scolastico. Oltre un migliaio di adolescenti scoperti ad assumere stupefacenti

Emergono pian piano i casi di bullismo nelle scuole veneziane: gli organismi appositamente costituiti hanno raccolto negli ultimi mesi alcune segnalazioni, una in particolare relativa a un «episodio conclamato» che è arrivata all’ufficio scolastico territoriale e per cui sono state messe in atto le conseguenti azioni correttive informativo-formative, anche con il coinvolgimento delle forze dell'ordine. Allo sportello bullismo del Cts (centro territoriale di supporto) istituito presso il Luzzatti di Mestre, invece, ci sono stati tre casi segnalati da singoli alunni e due richieste di azione informativa tramite genitori e insegnanti. Il tema più delicato resta quello del cyberbullismo, visto che i giovanissimi (iniziando anche da prima dei 13 anni) trascorrono moltissimo tempo su internet e condividono sui social network immagini anche a sfondo sessuale, con tutte le situazioni di rischio a cui questo comportamento può dare origine, come l’adescamento in rete.

Droghe: i cannabinoidi le più diffuse

La prefettura ha diffuso anche i dati relativi all'utilizzo di droghe tra i giovanissimi veneziani, evidenziando «un costante incremento delle segnalazioni, con connotazioni preoccupanti per quanto riguarda, in particolare, il consumo di sostanze chimiche-sintetiche e per la tendenza all’abbassamento dell’età dei ragazzi». Nel 2018 sono arrivate in tutto 1087 segnalazioni (di cui 1043 di competenza diretta della prefettura), in aumento del 5,43% rispetto all'anno precedente. I consumatori per uso personale risultano maggiormente segnalati nella fascia d’età superiore ai 30 anni (332); seguono quelle nella fascia tra i 20 e i 24 anni (293), poi tra i 15 e i 19 anni (242) e infine tra i 25 e i 30 anni (159). Le sostanze preferite restano i cannabinoidi. Il numero dei decreti di formale invito e sanzioni amministrative nel 2018 è invece in leggera flessione (-4,17% rispetto al 2017, ovvero 782 contro gli 816 dell'anno scorso). È diminuito anche il numero delle patenti ritirate: 69, contro le 74 del 2017.

Incontri per 12mila studenti

In tutta la provincia sono in corso iniziative di informazione dedicate agli studenti per la prevenzione e il contrasto alle varie forme di disagio giovanile: bullismo e stupefacenti, appunto, ma anche problemi legati all'utilizzo inappropriato del web, violenza di genere, contraffazione, gioco d'azzardo. Il programma dei prossimi incontri è stato presentato oggi all'auditorium Volta di Mestre in occasione di una giornata rivolta agli alunni e ai docenti dell’istituto Luzzatti. In tutto, nell'anno scolastico in corso, sono in programma 70 incontri formativi che interesseranno 500 classi, per un totale di 12.447 alunni coinvolti. Il Comune di Venezia, inoltre, ha voluto integrare il progetto nei 18 istituti comprensivi e 14 istituti superiori della città con una serie di interventi di dieci tipologie diverse. Gli alunni del liceo artistico M. Guggenheim, ad esempio, sono stati coinvolti in prima persona: già l'anno scorso, in collaborazione con un’agenzia pubblicitaria, hanno elaborato materiale grafico (visual, logo eccetera) per una campagna di sensibilizzazione sul tema; quest'anno l'esperienza è proseguita con l’ideazione e la produzione di alcuni brevi video.

Un protocollo per contrastare i disagi

Tutte queste attività sono promosse dall’ufficio scolastico regionale anche in collaborazione con il Corecom, l’università di Padova e con il compartimento della polizia postale e delle comunicazioni. Nel mese di ottobre si è svolto il convegno “giovani in rete”, con la massiccia partecipazione degli alunni delle scuole partecipanti al progetto “tutela dei minori e web reputation”. Il 5 febbraio scorso, invece, è stata la volta del "safer internet day", svoltosi nell'istituto Volta, nel corso del quale il personale della polizia postale ha incontrato oltre 250 studenti provenienti dalle scuole superiori del territorio. All'origine delle iniziative c'è il protocollo d’intesa per la «prevenzione ed il contrasto delle dipendenze giovanili da sostanze stupefacenti, nonché delle diverse forme di devianza minorile», documento che interessa gli istituti scolastici di primo e secondo grado. All’accordo aderiscono la prefettura di Venezia, l'ufficio scolastico territoriale, l'Ulss, la Città metropolitana, il Comune di Venezia, la questura, la polizia postale, i Comandi provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza.

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