Il sindaco di Spinea Martina Vesnaver e il bonus da 600 euro

Il primo cittadino ha spiegato che gli amministratori locali a differenza dei parlamentari non vivono di politica e hanno altre attività

Martina Vesnaver

Titolare di partita Iva e con uno studio di architettura, il sindaco di Spinea Martina Vesnaver ha confermato di aver chiesto e ottenuto il bonus da 600 euro per evitare di mettere in cassa integrazione la sua unica dipendente e per sostenere la sua attività nel periodo dell'emergenza Covid, come riporta il Gazzettino. Il sindaco ha chiarito che il guadagno percepito al netto delle spese, pari a 1800 euro al mese in qualità di primo cittadino, da solo non le avrebbe consentito di provvedere al proprio sostentamento e al mantenimento della sua attività rimasta ferma e a fatturato zero, ma con l'affitto e le spese dei locali da pagare.

Vesnaver ha criticato il fatto che a finire sulla gogna siano stati indistintamente amministratori locali e parlamentari, in quanto i primi, a differenza degli altri, non vivono di politica vista la diversità dei compensi. E infine ha puntato il dito contro il provvedimento fatto, a suo avviso, in modo da elargire fondi in maniera indifferenziata con l'effetto di mettere in difetto ed esporre a critiche chi svolge un ruolo politico negli enti locali ma non trae solo da quello i propri guadagni.

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«Il sindaco Vesnaver ha avuto la necessità di richiedere il bonus di 600 euro per garantire il lavoro al suo dipendente. È pur vero che lo ha dichiarato in tempi non sospetti - scrive Davide Rossato consigliere del Pd - ma l'indennità aveva lo scopo di aiutare i professionisti che hanno realmente avuto una riduzione delle proprie entrate economiche, e una cosa è certa: il Comune non ha mai sospeso nel periodo Covid-19 l'erogazione del suo emolumento». «Dal sito della trasparenza del Comune di Spinea si evince che il sindaco, nella sua dichiarazione fiscale 2018, indicava un reddito lordo, derivante solo dalla sua professione, di poco meno di 19.000 euro - dice il consigliere Massimo De Pieri -. Ciò significa che lo scorso anno, con l'assunzione dell'incarico di sindaco, ha probabilmente raddoppiato le sue entrate. Si tratta - conclude - di una questione di morale e di rispetto nei confronti di coloro che, professionisti compresi, hanno realmente avuto difficoltà ad arrivare a fine mese. La legge è sicuramente stata scritta male ma proprio per questo è stato un gesto moralmente inopportuno chiedere il bonus».

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