Buoni alimentari, pacchi spesa e generi di prima necessità: partiti i Comuni

Mira ha consegnato già oggi i ticket e anche Spinea. Mirano raccoglie domande da mercoledì e Noale da ieri. Chioggia riceve le richieste al telefono. A Dolo pronti i moduli

Buoni spesa, la consegna iniziata oggi a Mira

Le risorse sono "poche", le esigenze delle persone in emergenza coronavirus verosimilmente numerose. Comuni al lavoro per mettere nelle tasche dei cittadini in difficoltà i buoni spesa e le risorse che con ordinanza della protezione civile, il 30 marzo scorso, sono stati trasferiti per 400 milioni, alle amministrazioni comunali italiane. In tutto 28 i milioni al Veneto, 5 milioni all'area metropolitana veneziana. Al Comune di Venezia è andato un milione e 375 mila euro. Oggi, venerdì 3 aprile, il sindaco Brugnaro e l'assessore alla Coesione sociale Simone Venturini, hanno fatto sapere in videoconferenza come saranno raccolte le domande dei cittadini, i canali di accesso a questi soldi e a chi sono destinati.

«Sono pochi, non possiamo permettere che neanche un centesimo venga sprecato, perché ho idea che non ci saranno molte altre occasioni come questa e allora dobbiamo pensare anche alle difficoltà dei prossimi mesi. Ma occorre evitare alle persone la perdita del posto di lavoro, quindi bisogna agire sul sostegno alle attività produttive, l'ho già detto al governo», dice il sindaco Brugnaro. Infatti sono due i settori coinvolti nell'accumulo e nella valutazione delle richieste: quello sociale e quello commerciale-turistico, perché saranno i comparti in cui le persone soffriranno di più, secondo gli amministratori veneziani. «Gli aiuti, la spesa e la consegna degli alimentari, erano già iniziati prima dell'emergenza -  dice Venturini - Fin dalla fine di febbraio abbiamo attivato reti di supporto e aiuto alla popolazione e anticipato liquidazioni di contributi a famiglie che avevamo già in carico».

I pilastri

Tre pilastri per i buoni spesa a Venezia. Se ne stamperanno per una cifra pari a un milione di euro. I rimanenti 375 mila andranno a rafforzare le strutture territoriali di assistenza, come le opere pie, gli empori, le parrocchie, il volontariato, il terzo settore insomma, con rifornimenti di alimentari acquistati e pronti a essere distribuiti sulla base delle neccesità, di cui queste aggregazioni e agenzie locali comunali hanno il polso. E verranno utilizzati per la preparazione di pacchi alimentari da parte della protezione civile, che saranno caricati e portati a destinazione con i mezzi dei volontari. 

Dove presentare la domanda

Da lunedì sarà operativo un form sul portale Dime del Comune di Venezia, senza richieste particolari, basta fornire il codice fiscale, i dati anagrafici
nome cognome, e alcune informazioni di base sul nucleo famigliare, età, occupazione, ecc. Si dichiarerà di non aver fatto altre domande, di non avere ammortizzatori in essere o che, se ci sono, non sono sufficienti al sostentamento, di non avere reddito cittadinanza o conti con risparmi. Si dovrà autodichiarare sotto la propria responsabilità di trovarsi in condizioni di difficoltà per il coronavirus e quindi verrà descritta la propria situazione. Non è richiesto l'Isee, come in tutti i Comuni, la domanda viene ricevuta ed esaminata da un pool di addetti ai settori commercio e sociale del Comune. I buoni assegnati andranno da un valore economico di 50 al valore di 400 euro. «La situazione è completamente nuova - spiega Venturini - Non sappiamo quanti si faranno avanti». L'invio delle domande parte da lunedì 6 aprile e va avanti fino a martedì 14, alle 12. «La ricognizione ci aiuterà a capire quali misure perfezionare anche per eventuali altre puntate di questo strumento di supporto». I buoni si spendono negli esercizi commerciali accreditati. Anche i negozi manifestano via web la loro disponibilità a rientrare nella  catena di quelli che accetteranno i buoni. Il Comune li rifonderà attraverso dei bonifici. «Tra le botteghe accreditate abbiamo fatto in modo di coinvolgere anche quelle più piccole, quelle cittadine, per poter dare loro un'opportunità, anzichè coinvolgere esclusivamente i supermercati, come hanno fatto altre città», dice Venturini.

Mira ha già iniziato a consegnare i buoni

Tempistiche record quelle del Comune di Mira che ha annunciato fin da giovedì la consegna dei buoni spesa ai cittadini oggi, venerdì 3 aprile. «In due giorni già arrivate quasi 200 richieste di informazioni al numero telefonico e all'indirizzo mail dedicato. Ci siamo impegnati al massimo per dare risposte - ha detto il sindaco Marco Dori - C'è un questionario appositamente creato e si dovrà dichiarare di non acquistare gratta&vinci, superalcolici e tabacchi. Impiegheremo anche la protezione civile per la consegna a domicilio dei buoni, così da evitare spostamenti e assembramenti». Le informazioni richieste sono sempre quelle relative al nucleo famigliare, componenti, età e problematiche. I buoni potranno essere usati nei negozi del Comune di Mira, senza distinzioni tra piccoli, medi e grandi. Una prima lista di esercizi è già pronta, ma resta aperta a nuovi ingressi, purché sia possibile per l'utente fare una spesa completa. Ne fanno parte negozi del distretto del commercio.

Spinea 

Grande impegno, con poche unità in presenza negli uffici del settore Sociale, anche a Spinea, per garantire la messa a disposizione dei moduli attraverso cui le famiglie potranno richiedere i buoni. Già consegnati stamattina buoni spesa ai primi 70 circa. «Era fondamentale assicurare alle persone in difficoltà risorse sufficienti almeno a poter fare una spesa abbastanza completa, su questo ci siamo concentrati», ha detto il sindaco Martina Vesnaver. Sono esclusi i nuclei composti solo da pensionati o dipendenti pubblici. Al momento della domanda si dovrà avere un’entrata mensile netta pro-capite di 250 euro, detratte le spese per locazioni, ratei mutui o prestiti. I richiedenti devono essere titolari di conti e depositi con importi inferiori ai 5.000 euro. Nella gestione delle risorse verrà data priorità ai non assegnatari di sostegno pubblico.

Chioggia

Il contributo da erogare per coprire il fabbisogno settimanale a Chioggia (in generi alimentari o buoni spesa) è così ripartito: 40 euro per un nucleo composto da una sola persona, 70 per due persone, 90 per tre componenti, 110 per 4 persone e 130 per 5 o più persone. Non è necessario in questo Comune presentare nessuna domanda. La richiesta va fatta dal cittadino ai servizi sociali esclusivamente per telefono. Entro lunedì 6 aprile verranno messi a disposizione 2 numeri verdi con chiamata gratuita. Parte un'istruttoria con una rapida indagine, in caso positivo, l'ammissione al contributo alimentare avverrà entro 24 ore dalla richiesta telefonica del cittadino, con la consegna al proprio domicilio dei bonus spesa o del pacco alimentare da parte dei volontari. I fondi ammontano a 336 mila euro circa. 

Dolo

Anche a Dolo è iniziata la raccolta delle richieste. L'adesione va data al Comune entro le 12 di venerdì 10 aprile, utilizzando i moduli scaricabili dal sito web istituzionale. Sono esclusi coloro che percepiscono una pensione. Il buono spesa sarà concesso qualora il nucleo familiare disponga di una giacenza bancaria o postale, alla data del 31 marzo, inferiore a 10 mila euro. Le famiglie potranno utilizzare i buoni spesa esclusivamente per l'acquisizione di alimenti o generi di prima necessità (con esclusione di alcolici) negli esercizi commerciali che avranno dato adesione all’Amministrazione comunale. L'elenco è disponibile a partire dal 6 aprile sul sito del Comune.

Noale

Da oggi, 3 aprile, è possibile fare domanda per accedere al fondo di solidarietà alimentare anche Noale. È stato anche in questo caso predisposto apposito modello di autocertificazione che andrà presentato al Comune con allegata copia del documento d’identità, tramite mail. Può essere presentata una sola domanda per nucleo familiare. 

San Donà

Il primo aprile è uscito l’avviso per costruire l’elenco comunale degli esercizi commerciali disponibili a gestire le procedure per i buoni spesa. Verrà data priorità a quanti affrontano una situazione di grave difficoltà, a seguito degli effetti economici e sociali dall’emergenza Covid 19.

Mirano

Da mercoledì e fino al 18 aprile è possibile fare domanda a Mirano. È stato predisposto un apposito modello di autocertificazione che andrà presentato al Comune, con documento d’identità, via fax o mail. Le somme erogate saranno distribuite in forma di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari negli esercizi commerciali aderenti. Al momento: Emisfero, Lando, Prix Quality, Eurospesa, Gastronomia “Da Valentino”, Alimentari “Maso Sandro” di Ballò. «L’elenco verrà aggiornato mano a mano che aderiranno altri esercizi». Una famiglia con queste caratteristiche: padre, madre, due figli minori (4 componenti), padre lavoratore dipendente con stipendio di 1.200 euro mensili, madre impegnata in un lavoro saltuario nel settore del commercio che, nel mese di marzo, non ha potuto aver luogo e quindi non ha generato alcun reddito, 500 euro di spesa per affitto, 100 euro di spesa per rifondere un prestito,100 euro di spesa per bollette, 7.000 euro di risparmi su conto corrente (quindi <20.000), ha un’entrata mensile pro capite di 125 euro, e quindi avrà diritto a usufruire dei buoni per un valore complessivo di 500 euro».

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Portogruaro

La Protezione Civile nazionale ha riconosciuto al Comune di Portogruaro la somma di 132 mila euro per l’acquisto di buoni spesa. La priorità sarà garantita a quei cittadini che non usufruiscono di altri sostegni pubblici. L’importo dei buoni, non cedibili e validi 30 giorni dalla data dell’emissione, è calcolato in 140 euro per i nuclei di una sola persona, 240 euro per quelli composti da 2 persone, 300 euro per quelli da 3 persone, 360 euro per le famiglie composte da 4 persone e 400 euro per i nuclei da 5 o più persone. 

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