Pronto il form per richiedere i buoni spesa. Ma servono più informazioni

Da oggi alle 12 modulo sul portale Dime fino al 14. Venturini: «Servizi sociali già attivi sulle emergenze. Al via distribuzione di generi alimentari». Sambo: «Chi è privo di risorse nell'immediato non trova risposte»

Comune

Da oggi lunedì 6 aprile a mezzogiorno, sulla piattaforma DiMe del Comune di Venezia, ci sarà il modulo per richiedere i buoni spesa del valore di 50 euro l'uno, rivolti alle famiglie in difficoltà a causa dell'epidemia da coronavirus. Sarà possibile fare richiesta fino alle 12 di martedì 14 aprile. I moduli saranno vagliati da un pool di esperti del settore Commercio e Servizi sociali del Comune che, sulla base della descrizione, assegnerà i buoni: da 50 a 400 euro per nucleo familiare.

Le urgenze

È l'assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini, a specificare che, chi già si trova in una condizione di difficoltà continuerà ad essere seguito dai servizi sociali e dal terzo settore, attraverso la consegna di generi alimentari e pacchi. I nuclei, come giovani coppie o precari, magari senza risparmi e stipendio, che non possono rimanere senza spesa, «verranno comunque sostenuti attraverso la protezione civile che distribuirà generi di prima necessità, con un potenziamento di questa rete». Ma questa delucidazione non è presente sul sito del Comune.

Il sito

Chi ha bisogno di un aiuto immediato sul portale trova che: «i buoni spesa sono destinati a tutti i cittadini residenti nel Comune di Venezia, privi delle risorse economiche necessarie all’acquisto dei beni di prima necessità e che versano nella condizione di bisogno economico a causa dell’emergenza coronavirus». Ma i buoni spesa, conferma sempre il Comune, saranno disponibili solo dal 20 aprile. «Non abbiamo fretta di consegnare a tutti subito buoni dal valore di 25 euro, rischiando di disperdere tutte le risorse senza sostenere, in modo serio e per periodi più consistenti, le nuove criticità create dall'emergenza e che sicuramente andranno avanti da qui ai prossimi mesi: commercianti chiusi, lavoratori del turismo che hanno terminato la Naspi, ecc. Li conosceremo man mano che raccogliamo e analizziamo le richieste», dice Venturini. Ma forse sul sito è meglio specificare allora che per le urgenze impellenti il buono spesa non è la strada da seguire. Si può chiedere l'intervento straordinario di consegna dei pacchi spesa. 

Il significato della misura

Intorno a questo argomento si è sviluppato un dibattito, soprattutto alla luce del fatto che altre città hanno interpretato la misura del governo esattamente come un paracadute immediato di risoluzione delle difficoltà, e che non ha fatto intendere, così come il governo lo ha presentato, che potesse essere previsto un procedimento di selezione delle richieste con una tempistica di quasi due settimane. Altrimenti si rischia di non centrare il target destinatario di questa misura dei buoni spesa. 

Le informazioni

«I buoni spesa così come sono stati organizzati da questo Comune, non rispondono alle loro finalità - scrivono Monica Sambo, capogruppo Pd in Consiglio comunale e Giorgio Dodi, segretario Pd Venezia -. Riteniamo che la scelta di far attendere fino al 20 aprile per la loro attribuzione, con un sistema non immediato, sia sbagliata e non risponda alle esigenze dell’emergenza. Chi versa in condizioni di bisogno deve ricevere risposte immediate, non attendere il 20 aprile e senza sapere come fare altrimenti. Non è accettabile - dicono Sambo e Dodi - Chiediamo che il sistema venga semplificato e accelerato, come avvenuto a Padova ad esempio, e che vengano coinvolte le Municipalità per aiutare i cittadini in difficoltà e per pubblicizzare il servizio (non solo online ma anche nelle edicole, farmacie, alimentari, così come avevamo già chiesto qualche settimana fa per gli altri servizi). Non tutti possono accedere ai servizi online, (in emergenza magari non risesci ad avere internet). Noi faremo comunque la nostra parte mettendoci a disposizione per aiutare, ma chiediamo di semplificare il sistema e informare al meglio la cittadinanza».

La solidarietà si organizza

Un comitato posta la propria disponibilità a trasferire somme da una donazione ricevuta. «Se nel gruppo c'è qualcuno in difficoltà che non può aspettare i tempi lunghi dei buoni alimentari gestiti dal Comune, mi scriva in privato - si legge sulla pagina del Gruppo25Aprile - Garantisco discrezione assoluta, tutto ciò che verrà richiesto è: 1) una dichiarazione sull'onore con qualunque mezzo (messenger, whatsapp, sms) e senza formalità particolari; 2) un numero di conto corrente su cui accreditare l'importo nelle 24 ore successive. Non verranno svolte indagini di alcun tipo, è una donazione fra privati». Sono tantissimi intanto i conti corrente messi a disposizione dai Comuni per raccolta fondi, compreso quello di Venezia.

Altri buoni da oggi

Da oggi, lunedì 6 aprile, si può fare domanda per i buoni alimentari anche a San Donà. Possono fare richiesta le persone e le famiglie che hanno subito una perdita o riduzione del lavoro, senza ammortizzatori sociali o in caso di ammortizzatori sociali insufficienti, le partite iva che hanno visto una sospensione temporanea dell’attività, le persone impossibilitate a percepire reddito derivante da prestazioni occasionali o stagionali, oppure altre cause da specificare nell’autodichiarazione. Nell’assegnazione sarà data priorità a coloro che non sono già assegnatari di sostegno pubblico. Per fare domanda è già disponibile un modello apposito, scaricabile dal sito web dell’amministrazione. Per informazioni i cittadini possono contattare i numeri 0421/590523, 0421/590603 e 0421/590281 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.

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Modulo del Comune e controlli

Il modulo su Dime non richiederà alcun tipo di onere particolare, salvo il proprio codice fiscale e i dati anagrafici. Si dovranno indicare alcune informazioni, come i componenti del nucleo familiare e il non essere percettore di ammortizzatori sociali o di reddito di cittadinanza. I buoni spesa, inoltre, dovranno essere utilizzati solo per l'acquisto di generi alimentari o per l'igiene personale. In caso servissero ulteriori approfondimenti, il richiedente potrebbe essere contattato telefonicamente da alcuni operatori. Chi non avesse la possibilità di collegarsi al sito e registrarsi autonomamente può chiamare, sempre dal 6 aprile, lo 041041 dalle 8.30 alle 17.00 e lasciare i propri datii. Il Comune di Venezia effettuerà controlli sulla veridicità delle auto-dichiarazioni rilasciate. L’inserimento dei dati è una autocertificazione e quindi il cittadino che presenta la domanda è consapevole delle responsabilità penali a cui può andare incontro ai sensi delle norme di legge in caso di dichiarazioni mendaci, formazione o uso di atti falsi, nonché della decadenza dei benefici.

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