Buranelle, parla l'agente: "Uccise durante il tentato stupro di gruppo"

Il poliziotto del commissariato di Jesolo, ora in pensione, raccolse la testimonianza di un giovane che disse di sapere: "Lui è ancora vivo"

Alla fine ha parlato anche a favore di telecamere. Raccontando ciò che un paio di decenni fa sentì da una persona che diceva di sapere cos'era accaduto alle Buranelle. Si tratta dell'ex agente del commissariato di polizia di Jesolo che raccolse la testimonianza della "gola profonda" che ha permesso di riaprire le indagini sul caso delle due ragazze di Burano scomparse nel nulla durante una serata in cui intendevano andare al cinema a Cavallino-Treporti. Le ricerche si sono concentrate negli ultimi mesi sul tratto di spiaggia antistante un ex campeggio militare, basandosi proprio sulle dichiarazioni del testimone.

Solo che quest'ultimo parlò verso il 1994, venne preparata una relazione dal poliziotto. Inoltrata alla squadra mobile. E una volta arrivata alla Procura non uscì più fuori, fino a pochi anni fa. Almeno secondo quanto dichiarato dal rappresentante delle forze dell'ordine, ora in pensione. Si tratta di M.P., ispettore dell'antidroga, poi trasferito all'aeroporto di Treviso. Alla trasmissione di Raitre ha raccontato che tutto partì da un controllo a un giovane per possesso di marijuana. Il ragazzo affermò di sapere cos'era accaduto a Paola e Rosalia, che non dovevano perdere tempo con lui ma di pescare i pesci grossi.

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Il racconto che fece il giovane oramai è noto: il tentativo di stupro di gruppo, il colpo di pistola che sarebbe partito inavvertitamente al fidanzato di Rosalia, l'uccisione di Paola per eliminare una testimone scomoda, la sepoltura in fretta e furia "dove ora c'è una città". Secondo l'ex poliziotto questo informatore sarebbe ancora vivo, avrebbe sui cinquant'anni e potrebbe potenzialmente fornire ulteriori elementi importanti. Ma non spetta a lui dire chi sia, visto l'obbligo di tutelare le proprie fonti. Rimane il punto di domanda, dunque: come mai lui sapeva? Un interrogativo destinato a rimanere senza risposta, anche se il reato di favoreggiamento, anche per omicidio, ormai è prescritto.

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