Buranelle, il giallo del capello che spunta fuori dopo ventitré anni

Martedì nei laboratori della Scientifica di Roma una bustina in più dentro al plico di reperti da analizzare. Non era stata catalogata due decenni fa

In alto a destra le buranelle scomparse, a sinistra Lino Costantini durante gli scavi a Cavallino-Treporti

Una bustina in più all'interno del plico, dentro c'è un capello. Di chi è? Perché quel reperto non venne catalogato? La sorpresa è emersa martedì mattina negli laboratori della polizia scientifica di Roma, dove erano state avviati gli accertamenti disposti dalla Procura di Venezia nell'ambito delle indagini sulla scomparsa di Paola Costantini e Rosalia Molin, le due giovani donne di Burano scomparse il 27 ottobre 1991. Da allora nessuna loro traccia.

Un "cold case" su cui il procuratore aggiunto Carlo Nordio ha deciso di riaprire le indagini dopo le dichiarazioni di un ex poliziotto ora in pensione. Il rappresentante delle forze dell'ordine ha raccontato che a suo tempo raccolse la versione di un testimone che raccontò come le due donne (zia e nipote) vennero uccise sulla spiaggia di Cavallino-Treporti al culmine di un tentato stupro di gruppo. Ora, come riportano i quotidiani locali, questa novità, che comunque difficilmente potrebbe essere foriera di colpi di scena. Si tratta di un capello che si trovava sulla giacca dell'indagato (l'unico per ora) Nicola Alessandro, l'ex fidanzato di Rosalia. Indumento sequestrato sempre nel 1991. I due si erano frequentati, quindi anche se il capello fosse della donna non dimostrerebbe nulla.

Fatto sta che la Procura intende utilizzare tutti gli strumenti che oggi la tecnologia mette a disposizione e che 23 anni fa invece non c'erano, dopo gli scavi sulla spiaggia antistante il campeggio militare di Cavallino-Treporti della scorsa estate. La Scientifica ha aperto un plico e ci ha trovato sette bustine, invece delle sei indicate nella catalogazione.

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Il 5 dicembre, quindi, verranno esaminati tutti i reperti contenuti nel plico, ossia alcune foglie di ciliegio, dei granelli di sabbia, due frammenti di tessuto. Era quanto è stato prelevato dagli abiti di Alessandro nel 1991. Si cercheranno soprattutto eventuali tracce di polvere da sparo, visto che la versione del testimone parla di un utilizzo di una pistola. Ci sono altri due plichi che verranno analizzati: nel primo ci sono indumenti, tra cui un capotto e un giubbotto, oltre che un paio di scarpe dell'indagato. Nell'altro una chiave inglese. Lo strumento che gli investigatori ipotizzano possa essere stato utilizzato per allentare i bulloni di una ruota dell'auto di Rosalia Molin parcheggiata vicino all'approdo di Treporti. L'ultimo posto dove le due ragazze furono viste ancora in vita.

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