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Cronaca Burano

La testimonianza di un poliziotto: "So come sono state uccise le Buranelle"

Le indagini potrebbero riaprirsi sul caso della scomparsa vent'anni fa di Paola Costantini, al tempo 29enne, e di Rosalia Molin, sua nipote 25enne, a Cavallino: "Sepellite sotto un bar"

Dopo servizi televisivi e un interesse mediatico tornato a concentrarsi sulla scomparsa di Paola Costantini, al tempo 29enne, e di Rosalia Molin, sua nipote 25enne, le indagini potrebbero aprirsi di nuovo. A breve. Le due "buranelle", come sono conosciute in tutta Italia, infatti, sparirono nel nulla vent'anni fa, dopo una serata passata tra Jesolo e Cavallino.

La trasmissione "Chi l'ha Visto?" ha scovato un ex poliziotto in servizio fino a pochi anni fa al commissariato di Jesolo che ha affermato quanto una sua fonte confidenziale gli aveva riferito: e cioè luogo e modalità della morte delle due giovani donne. Secondo la versione riportata dall'agente i due cadaveri sarebbero stati gettati all'interno di un cantiere dopo si stava costruendo un bar all'interno di un campeggio allora proprietà dell'Esercito a Cavallino. Si sarebbe trattato di un tentativo di violenza sessuale di gruppo sfociato poi in omicidio.

Secondo la tesi della trasmissione tv, una delle due giovani sarebbe stata uccisa per prima. Nell'aggressione sarebbe spuntata anche una pistola. Poi, per non lasciare testimoni scomodi in vita, sarebbe stata giustiziata anche l'altra malcapitata. Ora, però, per andare a fondo di questa storia e trovare i resti delle buranelle bisognerebbe demolire il bar. Impossibile.


I familiari chiedono di affidarsi alla tecnologia. Alcuni macchinari, infatti, sono in grado di "sondare" la densità delle murature. In modo da determinare con certezza se vi siano spazi vuoti. Dopo vent'anni in ogni caso la verità è ancora lontana.

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