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Giallo delle Buranelle, per cercarle in campo tutte le ultime tecnologie

Per far luce sulla scomparsa di Paola Costantini e Rosalia Molin la Procura si sta appoggiando a un centro specializzato tra radar e sensori

Ricerche delle Buranelle scomparse, si utilizza tutta la tecnologia disponibile. Quella più sofisticata, in grado di verificare se sotto il terreno si nascondano fosse o corpi umani anche a molti anni di distanza. Come riporta il Gazzettino, a Cavallino-Treporti le attività sono già in corso e si stanno concentrando su un'area ben precisa, anche se piuttosto estesa.

E' quella indicata dai due testimoni che agli inquirenti (in tempi diversi) hanno raccontato la propria versione dei fatti su come andò quella serata del 27 ottobre 1991. Quando Paola Costantini e Rosalia Molin, zia e nipote, sparirono nel nulla. Il procuratore aggiunto di Venezia, Carlo Nordio, avrebbe quindi deciso di verificare le dichiarazioni raccolte affidando le ricerche a un centro specializzato di Milano in grado di mettere in campo tutte le ultime tecnologie in fatto di ricerca cadaveri.

Le ricerche sono coordinate dalla squadra mobile di Venezia. Oltre a radar e sensori elettromagnetici e biologici, potrebbero essere utilizzati anche dei cani addestrati in modo specifico sul recupero di resti umani.

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