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Buskers, c'è chi dice no. Un parroco contro i musicisti di strada

Il don di San Salvador non sarebbe riuscito a celebrare messa giovedì e si scaglia contro Bettin che risponde: "Chi non fa nulla non sbaglia mai"

Una giornata di festa per tutta la città, musica lungo le calli e nei campi del centro storico, balli in strada e poi tutti a Forte Marghera per continuare a suonare fino all'una di notte. Il “Busker Festival” di Ferrara con la sua anteprima veneziana giovedì ha portato un allegro trambusto in città, e quando la mattina seguente il sole si è alzato sui palchi improvvisati e sui campielli dove si è fatto festa, per tutti si è trattato di un'esperienza positiva, e lo stesso Gianfranco Bettin, assessore per la città sostenibile, si è detto molto soddisfatto e favorevole a ripetere l'evento in futuro. Eppure c'è qualcuno che, al solo sentire l'eventualità di un altra giornata del genere, ha già i capelli dritti. É il parroco di San Salvador, secondo cui i “dilettanti allo sbaraglio” hanno causato solo problemi.

BUSKERS FESTIVAL, LA SODDISFAZIONE DI BETTIN

LA PROTESTA – Il prete, che premette di non avere nulla contro i musicisti di strada che, al contrario, considera degli ottimi artisti, spara però a zero contro l'amministrazione cittadina e l'organizzazione della festa. Già giovedì sera, come riporta il gazzettino, il parroco aveva espresso il suo disappunto via facebook, il giorno seguente però il chierico si è “scatenato”. Il prete si chiede chi abbia deciso i campi per far suonare i “busker”, che sarebbero stati piazzati lungo le principali direttrici turistiche nonostante si parli sempre di “diversificare i flussi”. Se lo scopo era quello di attirare visitatori a Venezia, si chiede poi il don, perché non si sono visti manifesti e locandine? Perché nessuna conferenza stampa? Perché, infine, non sono stati coinvolti commercianti e residenti delle varie zone coinvolte?

DUE PESI E DUE MISURE – Il prete racconta che giovedì sera, a causa della musica proveniente dal campo, non sarebbe stato possibile svolgere messa tranquillamente e rivendica il diritto alla funzione religiosa. Come se non bastasse il parroco di San Salvador scava nel recente passato e ricorda vecchie ruggini: nel 2010, racconta il religioso, la parrocchia chiese uno spazio minimo per uno stand per raccogliere fondi per i terremotati di Haiti. Il permesso venne negato spiegando che il campo è zona di passaggio. Allora, conclude il prete, sono stati usati due pesi e due misure? C'è stata una deroga?

PROVINCIA VIVA: TUTTI I PROSSIMI APPUNTAMENTI

FUORI CONTROLLO – Infine il parroco si scaglia contro la mancanza di controlli durante la manifestazione, spiegando che, sebbene la conclusione degli spettacoli in centro storico fosse prevista per le 21 (a quel punto la festa si sarebbe spostata a Forte Marghera), nessuno ha smesso di suonare prima delle 22. I vigili, accusa il prete, non si vedevano e nessuno degli artisti di strada era in grado di esibire un permesso scritto per giustificare la loro presenza in campo. Per il religioso la festa è stata quindi organizzata male e gestita peggio, trasformandosi in una ressa di dilettanti allo sbaraglio. Il don di San Salvator chiude la sua invettiva accusando Bettin di essere a caccia di visibilità e lamentando come in questa maniera Venezia sia sempre meno una “città sostenibile”, checché ne dica la nomina dell'assessore.

LA REPLICA - La risposta dell'assessore non ha tardato a farsi sentire. Attreverso una nota Bettin sottolinea che "l'evento, pur sperimentale, é stato presentato il 16 luglio scorso in una conferenza stampa di cui i media anche locali hanno dato notizia (peraltro, la data dell'appuntamento veneziano girava già da settimane in rete). Il 2 agosto scorso si è poi tenuta la conferenza di servizio che ne ha stabilito le modalità tecniche e l'itinerario e, immediatamente, è partita la campagna informativa sia di tipo tradizionale (comunicati stampa, centinaia di manifesti ecc.) sia in Rete (anche con un sito dedicato). Si è trattato di un esperimento che, per alcune ore, in giorni non esaltanti per l'immagine di Venezia, ha portato una ventata allegra e creativa. Se ci sono stati inconvenienti, come la sovrapposizione a San Salvador dell'esibizione di un chitarrista alla funzione religiosa che si teneva all'interno, è giusto scusarcene, con i fedeli e con il parroco. Non accadrà più. Accadrà invece - conclude l'assessore - che cercheremo ancora di arricchire e diversificare positivamente l'offerta globale della nostra città, certo sforzandoci di evitare errori (sapendo che chi lavora può sbagliare e chi non fa niente non sbaglia mai: in realtà commette, costui, il più grave degli errori, insieme a chi chiacchiera e basta)".

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