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Elezioni calde, busta con proiettile per il candidato Renato Boraso

Il candidato con la propria lista in Consiglio comunale ha ricevuto una lettera minatoria con all'interno il messaggio "Okkio al Teskio"

Tornano le buste con proiettili a Venezia. Stavolta a riceverne una è il candidato al Consiglio comunale Renato Boraso, che con la sua lista appoggia Luigi Brugnaro alla corsa a Ca' Farsetti (si vota domenica). L'ex consigliere comunale, da sempre in prima linea su alcune tematiche come il tram, ha convocato la stampa in via Palazzo per spiegare l'accaduto. Naturalmente prima presentando denuncia alle forze dell'ordine. Non il primo caso del genere in laguna, anche se il più delle volte questo tipo di plichi venivano fermati alla "fonte". Ossia al centro meccanografico di Tessera di Poste Italiane.

E' probabile dunque che il malintenzionato stavolta abbia messo a mano la busta nella buca delle lettere dell'abitazione privata di Boraso, con all'interno scritto "Okkio al Teskio", una frase che aveva già fatto capolino nei casi di minacce precedenti. Missive che avevano colpito per lo più esponenti politici locali e nazionali, come Gianfranco Bettin, l'avvocato Niccolò Ghedini, l'ex vicesindaco Sandro Simionato, il presidente dell'Autorità Portuale Paolo Costa. Ma la lista potrebbe continuare. Naturalmente la vicenda non può che essere collegata alla candidatura di Boraso alle prossime elezioni. Nella busta, oltre al messaggio minatorio, anche un proiettile calibro 7,65 del 1970, su cui ora indagano le forze dell'ordine.   

"Nella lettera c'era scritto 'Okkio al Teskio fascista di merda' - dichiara Boraso - ma una cosa è certa. Queste cose non mi fermeranno. Non mi fanno paura. Sono i soliti noti no global della città, ma io continuerò a dire la verità e a combattere per cambiare la città. Un ringraziamento alle forze dell'ordine è d'obbligo, sia i carabinieri che la Digos, che da mercoledì sera hanno lavorato per capire chi potesse essere stato. Quella frase mi fa tornare alla mente una lettera minatoria simile che mi arrivò molti anni fa in un ufficio che aprii come consigliere comunale a Zelarino. Ma Boraso non molla, continueremo a dire, come afferma lo stesso Renzi, che il Pd in questa città ha fallito".

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