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Querini Stampaia (G.dallorto)

Querini Stampaia (G.dallorto)

C'è l'accordo, i tesori della CaRiVe andranno alla Querini Stampalia

Ad annunciarlo la dirigenza del gruppo Intesa Sanpaolo e il direttore della Fondazione Querini-Stampalia Marino Cortese: "Pezzi inestimabili"

Intesa Sanpaolo e la Fondazione Querini Stampalia hanno raggiunto un accordo di massima, già approvato nei giorni scorsi dai rispettivi organi di governo, che prevede l'affidamento pluriennale alla Fondazione veneziana del patrimonio artistico e culturale della Cassa di Risparmio di Venezia, recentemente assorbita da Intesa Sanpaolo. Nelle prossime settimane si procederà alla acquisizione delle necessarie autorizzazioni da parte degli organismi di tutela e alla stesura e alla sottoscrizione della convenzione che regolerà i rapporti tra le parti e in particolare le modalità di gestione di tale patrimonio. Si tratta di tre collezioni, ciascuna vincolata come tale - e quindi indivisibile - ai sensi del Codice dei beni culturali, costituite dalla Cassa di Risparmio di Venezia fin dalla sua fondazione, nel 1822, ma soprattutto nella seconda metà del Novecento. La prima collezione riguarda materiali di ambito veneziano dal XV al XX secolo, che spaziano dalle sculture ai dipinti, dai disegni agli arredi e agli orologi. Notevoli sono in particolare due dipinti di Canaletto, i bozzetti del Paradiso di Domenico Tintoretto e del Giudizio universale di Giambattista Tiepolo, opere di Marco Ricci, di Pietro Longhi, e di altri maestri della scuola veneta fino a Caffi e Ciardi. La Biblioteca veneziana riguarda materiali bibliografici che trattano di storia, economia, arte della veneziana, raccolti con l'intento di tramandare la grande tradizione libraria lagunare e comprende edizioni rarissime della storia della stampa veneziana dal XV al XVIII secolo.

Un corpus di oltre 400 tra manoscritti e leggi, circa tremila libri (con l'editio del 1470 del De civitate Dei per i tipi di Vindelino da Spira e un esemplare del Polifilo datato 1499 e uscito dal torchio di Aldo il Vecchio) e oltre quattromila tra xilografie e incisioni. Tra queste, opere di Coronelli, Ughi, Carlevarijs, Canaletto, Marieschi e un esemplare della grande pianta di Venezia di Jacopo de' Barbari che, accanto all'esemplare già posseduto dalla Querini, dà conto della monumentale impresa del de' Barbari attraverso la comparazione delle due varianti. La collezione numismatica è una delle più importanti raccolte di monete prodotte dalla Zecca veneziana e documenta la storia della Repubblica di Venezia dalla seconda metà del XIII secolo fino al 1866, anno in cui la Zecca cessò definitivamente la propria attività.

L'affidamento delle tre collezioni ha l'intento di consentirne la pubblica fruizione negli spazi bibliotecari e museali della Querini Stampalia e si inquadra nell'ambito della politica culturale di Intesa Sanpaolo, tesa a garantire la valorizzazione delle proprie collezioni preferibilmente nei territori dove sono state formate. Intesa Sanpaolo si è impegnata a sostenere gli oneri relativi al trasferimento delle collezioni, all'allestimento degli spazi dedicati e alle altre opere di primo impianto. La Fondazione Querini Stampalia assumerà la gestione del complesso in coordinamento con le proprie attività.

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