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Ca' di Dio all'asta per nuove strutture ricettive: "Perché non appartamenti per i veneziani?"

La decisione della Giunta non va giù alle associazioni cittadine, che avevano avuto rassicurazioni contro lo spopolamento. "Ma si continua ad investire per i turisti"

Il complesso Ca' di Dio sarà soggetto ad un bando d'asta per la locazione e la trasformazione dell'edificio in una struttura ricettiva. Ma il fronte delle associazioni e dei gruppi cittadini formatosi in vista del corteo Ocio ae gambe (del 10 settembre scorso), dopo aver preso atto della volontà della Giunta, esprime tutto il suo rammarico per questa scelta, specie per gli impegni presi dall'Amministrazione.

In seguito alla manifestazione "Venoxodus" del 12 novembre, organizzata dalle associazioni per lamentare lo spopolamento della città, infatti, la Giunta aveva dato ascolto ai manifestanti, impegnandosi a prendere dei provvedimenti ad hoc per prevenire un'ulteriore diminuzione dei residenti in laguna. Il fatto di trasformare un complesso destinati ad anziani autosufficienti in un struttura ricettiva, va in controtendenza alle promesse. "Non ci pare certo questa la strada migliore per iniziare un percorso nuovo - spiegano le associazioni - Ci chiediamo: perché rinunciare all’opportunità di trasformare quegli spazi in appartamenti per veneziani, mantenendone alcuni altri da dedicare agli anziani? Dov’è la rivitalizzazione dell’insediamento civile promesso in campagna elettorale e ribaditoci poco più di un mese fa? Si può ritenere questa scelta un freno all’incontrollato aumento del flusso turistico??? Reinvestire i proventi dell’affitto nel welfare cittadino? Difficile se non impossibile fidarsi".

"Si fatica a dimenticare la mala gestione dell’ex caserma Manin - continuano - un tempo promessa ai cittadini per appartamenti in social housing e successivamente concessa gratuitamente alla Fondazione Iuav fino al 2051, che ne ha fatto una foresteria per studenti e ricercatori, con buona parte divenuta albergo a tutti gli effetti.? Più realisticamente, si può prevedere che quanto riconoscerà l'impresa per i prossimi trent’anni servirà per riparare a una amministrazione forse disattenta, che ha dilapidato un patrimonio enorme (in buona fetta donato). È così difficile trovare il coraggio per individuare i veri responsabili di una conduzione così superficiale? ??L’incontro di gennaio in cui faremo il punto con la Giunta comunale è ormai alle porte. Noi speriamo di arrivarci con la modifica di questa scelta poco lungimirante sul futuro della Ca' di Dio e con proposte efficaci a tutela della residenzialità e vivibilità di Venezia. Servono anche segnali forti e chiari alla cittadinanza. Noi chiediamo che uno di questi sia lo stop al cambio d'uso della Ca' di Dio".

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