Ca' Farsetti assediato dalle proteste: Musei civici chiusi, Comunali e precari in trincea

Battibecco tra Brugnaro e Congia (Musei civici). Per i dipendenti di Ca' Farsetti assemblea e richiesta di riaprire le trattative. I precari della Biennale: "Salvate i nostri posti di lavoro"

Le proteste davanti a Ca' Farsetti

Altro Consiglio, altra bagarre. A Ca' Farsetti venerdì mattina si saldano diversi fronti di protesta nei confronti di Ca' Farsetti. La parte del leone la fanno i dipendenti comunali, che, dopo una calda assemblea al Teatro Malibran, si sono presentati a diverse decine davanti all'ingresso del Municipio. All'esterno era presente un cordone di polizia per proibire l'ingresso dei manifestanti mentre era in corso la seduta del parlamentino locale. Verso le 12.30 (la seduta era iniziata un paio di ore prima) ha preso la parola Chiara Sabbadini, della Rsu Cobas, parlando a nome di tutti i sindacati: i lavoratori hanno chiesto al Consiglio di approvare due ordini del giorno distinti: "I lavoratori non hanno nessuna capacità di influire sulle scelte di bilancio di questo Ente e sulla legge di stabiltà del governo, che strangola i comuni - ha dichiarato la rappresentante dei lavoratori - Gli effetti ricadono esclusivamente su cittadini e lavoratori, quindi noi paghiamo prezzo doppio". 

Nei due ordini del giorno, dopo aver sottolineato come le relazioni sindacali siano state completamente assenti negli ultimi mesi e si sia andati avanti a ad atti unilaterali, si chiede di impegnare il sindaco a spendersi in prima persona affinché il decreto Enti locali venga cambiato in Senato, azzerando del tutto le sanzioni nei confronti di Ca' Farsetti; dopodiché, nell'altro, si chiede il riallacciamento delle relazioni sindacali, oltre che l'apertura di un tavolo per discutere del destino dei 200 precari del Comune: "Vi chiediamo la possibilità di rifinanziare il fondo produttività almeno nella misura massima prevista dalle legge", ha concluso la rappresentante della Rsu. Tra gli applausi scroscianti della rappresentanza di Comunali fatta entrare in un secondo momento a Ca' Loredan. "Sindaco, a casa", si è sentito urlare.

Come detto, però, la seduta del parlamentino locale che ha dato l'ok al bilancio di previsione si è caratterizzata anche per altri fronti di protesta. In particolare c'è stato un botta e risposta tra il sindaco Luigi Brugnaro ed Emanuele Congia, rappresentante dei diipendenti dei Musei civici. Oggi e domani le strutture sono chiuse, Correr a parte. Almeno secondo i lavoratori che si sono presentati di prima mattina a Ca' Farsetti per chiedere che nei nuovi bandi di gara in corso venga inserita (e quindi rispettata) la clausola di salvaguardia sociale. "Abbiamo chiesto un incontro personale con lei, signor sindaco - ha esordito Congia - l'incontro del 18 luglio scorso non è stato sufficiente. La clausola di salvaguardia sociale viene inserita ovunque nelle gare d'appalto in Italia". Il primo cittadino non le ha mandate a dire, accusando il rappresentante di essere "bugiardo" e "falso": "Avete fatto chiudere i musei in giorni di pienone di turisti - ha attaccato - li hai fatti chiudere tu, sulla base di falsità. Di un problema che non esiste". I lavoratori chiedono tutele su ciò che verrà. Ma le acque sono destinate a rimanere piuttosto agitate. 

A Ca' Farsetti sono intervenuti anche alcuni artisti della fondazione Bevilacqua La Masa, che chiedono certezze sulla riorganizzazione del Cda e sul futuro della realtà lagunare, oltre che i precari della Biennale, che si dicono vittime del nuovo bando lanciato dall'Ente culturale. Si cercano 30 lavoratori a tempo determinato: "Al successo di questi anni hanno coontribuito anche 60 guardasala stagionali che, nei periodi previsti per le mostre di architettura e arte, hanno prestato la loro opera - ha dichiarato il rappresentante Marco Sambin - ora non sappiamo che fine faremo. Risultano attualmente solo 45 lavoratori ricollocati. Chiediamo un intervento del sindaco affinché la Biennale salvaguardi in futuro tutti i posti di lavoro dei 60 dipendenti affinché sia ripristinata la categoria dei guardasala stagionali".

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Per la Cgil, comunque, lo sciopero di venerdì è un grande successo, e i lavoratori sono pronti a replicare sabato. "Solamente alcune sale di Palazzo Ducale sono rimaste aperte al pubblico - si legge in una nota - L'ottanta per cento del personale in carico alle cooperative che operano per i Musei Civici ha aderito allo sciopero indetto dalle sigle sindacali di categoria che rivendicano la chiarezza sulla continuità contrattuale. Si profila infatti un cambio di appalto senza che emergano concrete garanzie per i lavoratori. Questo in contraddizione con i 17 anni durante i quali, a fronte di cambi di appalto, i sindacati hanno negoziato sempre dei pre-accordi per salvaguardare occupazione e livelli salariali per i lavoratori che - ad oggi - sono circa 450". "Non capiamo perché sia stata revocata la disponibilità ad aprire un tavolo di confronto - afferma Renato Giacchi, segretario della Ficams-Cgil di Venezia - Chiediamo al primo cittadino di rispondere alle preoccupazioni dei lavoratori riconvocando al più presto il confronto con i lavoratori e prendendo finalmente dei provvedimenti concreti per la risoluzione di questa vertenza".

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