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fonte: thejrchronicle

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7 giugno, torna la Ca'Foscari Public Lecture: ospite il Premio Nobel Rigoberta Menchù

Disuguaglianza, lotta, esilio: solo in parte descrivono la vita della pacifista guatemalteca, entusiasta la prof.ssa Regazzoni: " lei porta il messaggio del rispetto verso la Terra"

Il Premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchú Tum, leader pacifista guatemalteca di etnia maya quiché, sarà l’ospite d’onore della prossima Ca' Foscari Public Lecture dal titolo “La cultura maya y el respeto del medio ambiente”, martedì 7 giugno alle ore 11 in Auditorium Santa Margherita.

Rigoberta Menchú ha ricevuto nel 1992 il Premio Nobel per la Pace “in riconoscimento dei suoi sforzi per la giustizia sociale e la riconciliazione etno-culturale basata sul rispetto dei diritti delle popolazioni indigene”. La sua biografia è molto travagliata e segnata da violenza, povertà, discriminazione razziale. E’ nata in una numerosa famiglia contadina, la madre e altri membri della famiglia furono torturati e uccisi dai militari o dagli “squadroni della morte”. Il padre morì con un gruppo di contadini rifugiatisi presso l’ambasciata di Spagna in segno di protesta, quando la polizia incendiò l’edificio, bruciando vivi coloro che vi erano rinchiusi (1980).

Mentre i fratelli scelsero la via della guerriglia, Rigoberta Menchú iniziò una lotta pacifica di denuncia del regime guatemalteco e della sistematica violazione dei diritti umani ai quali la gente indigena è sottoposta. Su un paese che oggi conta 12.700.000 abitanti, si denunciano circa 45.000 desaparecidos, frutto delle dittature e della guerra civile che hanno colpito il Guatemala in anni recenti.

Per sfuggire alla repressione si esiliò in Messico, e pubblicò la sua autobiografia “Me llamo Rigoberta Menchú y así me nació la conciencia” (1983), curata dall’antropologa venezuelana Elizabeth Burgos. Con questo libro straordinario Rigoberta Menchú ha raccontato al mondo intero la drammatica condizione delle popolazioni amerindiane del Guatemala.

La Prof.ssa Susanna Regazzoni, docente di letteratura ispanoamericana e coordinatrice dell’Archivio Scritture Migranti di Ca’ Foscari, la descrive come “una donna forte, da sempre schierata contro le ingiustizie e i soprusi, che ha risposto alla violenza e alla guerra con la pace e l’impegno per la collettività. Adesso Rigoberta è attiva nel recupero dei valori ecologisti legati alla cultura indigena maya, ed è ambasciatrice di un importante messaggio che le culture indigene lanciano alla nostra società: quello del rispetto verso la Terra”.  

Rigoberta Menchú Tum ha dedicato infatti gli ultimi anni a studiare il rapporto della cultura maya con la Madre Terra. Per i maya l’essere umano è immerso nella natura, ne fa parte e, allo stesso tempo, da essa prende alimento, energia e saggezza. Per questo motivo essi considerano la terra come una Madre Sacra, alla quale è dovuto rispetto e affetto. Il messaggio di spiritualità di Rigoberta Menchú pare quanto mai necessario al mondo di oggi.

Per partecipare all’incontro di martedì è sufficiente prenotarsi scrivendo a eventi@unive.it, la lecture si terrà in lingua spagnola con traduzione simultanea.

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