"Bracconaggio a Marcon". Lipu interrompe i monitoraggi per gli spari: "Inaccettabile"

La forestale e la polizia provinciale intervenute sul posto sabato dopo l'allarme lanciato dai volontari. "L'attività venatoria nuoce alle specie come l'Airone, ora in atteggiamento pre-nuziale"

Foto: Airone Cenerino

L'allarme è scattato sabato quando i volontari della Lipu, la lega per la protezione uccelli, hanno udito spari continui all'Oasi di Gaggio, a Marcon, verso le 8 del mattino. Tanto da decidere di far intervenire i carabinieri forestali e la polizia provinciale sul posto, per le verifiche del caso.

'Nebbia fitta'

"Complice la fitta coltre di nebbia, ignoti, forse bracconieri, sparavano - scrive la Lipu -. L'attività venatoria svolta in area interdetta alla caccia risultava così intensa da spingere i volontari a interrompere l'attività di monitoraggio e attendere il diradarsi della foschia. A caccia quasi chiusa, per il termine della stagione venatoria, il 31 gennaio, nell'area dell'Oasi di Gaggio si infierisce particolarmente nei confronti della fauna", denuncia la lega.

Conseguenze per gli animali

"Oltre agli spari anche impronte di cani a terra", a rafforzare l'ipotesi della presenza di bracconieri in zona - secondo quanto affermato dai volontari - allo scopo di far usciere gli animali selvatici per poi abbatterli. Questa forte attività di bracconaggio nuoce particolarmente alle specie come l'Airone grigio che sono in atteggiamento pre-nuziale".

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Rifugio

"L'Oasi di Gaggio per le caratteristiche ambientali - conclude la Lipu - rimane sempre più un punto di rifugio e protezione per tanti uccelli, significando sia un punto indispensabile per sosta, che per il nutrimento di tanti migratori impegnati in viaggi di migliaia di chilometri". E dopo le denunce i volonatri attendono i provvedimenti.

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