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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Sacca Fisola

Cadavere affiorato a Venezia a Sacca Fisola, forse è di una cinese

Per le condizioni della salma sarà difficile dare un nome alla vittima. Unici indizi un paio di stivaletti e pantaloni con etichette orientali

Sarà molto difficile dare un nome al cadavere che mercoledì pomeriggio è affiorato nel canale della Giudecca, all'altezza di Sacca Fisola. Le condizioni della salma, infatti, fino a questo momento hanno permesso al medico legale di effettuare solo un'ispezione esterna del corpo. Insufficiente per accertare le cause della morte.

Le speranze sono riposte nell'autopsia, che verrà eseguita nei prossimi giorni con strumentazioni specialistiche. Nonostante la tecnologia, però, il problema principale sono le condizioni in cui è stato trovato il cadavere. Sopra la vita solo ossa: gabbia toracica e spina dorsale. Niente carne, o solo pochi brandelli. Soprattutto niente testa e niente braccia. L'esame autoptico, disposto dal pubblico ministero Francesca Crupi, sarà comunque utile per prelevare campioni di DNA da confrontare col casellario delle persone scomparse.

Lo scheletro potrebbe essere stato mutilato dal passaggio di una delle tante imbarcazioni che affollano la laguna. Dalla vita in giù, invece, i carabinieri della compagnia di Venezia si sono trovati di fronte a un paio di pantaloni in velluto e delle calze invernali. Per questo si ritiene che la salma possa essere rimasta in acqua per diversi mesi. Sono state trovate dagli inquirenti delle etichette scritte in cinese. Un indizio, questo, che unito al fatto che la vittima indossava degli stivaletti neri da donna con cerniera laterale numero 34, farebbe propendere per la possibilità che il cadavere appartenga a una donna di origine cinese di bassa statura e non anziana. Le scarpe, infatti, avevano un tacco di cinque centimetri.

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