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Ponte della Costituzione, chiesti quasi 4 milioni di euro a Calatrava

Costi eccessivi, fragilità dell'opera, spese per i continui controlli statici, ripristino dei gradini in vetro: sono alcune delle criticità contestate all'archistar

Esagerata lievitazione dei tempi e dei costi dell'opera, errori madornali in corso di realizzazione: questi i capi d'accusa di cui dovrà rispondere il catalano Santiago Calatrava nel procedimento per danno erariale avviato il 13 novembre a Venezia nei suoi confronti. Il discusso progetto del ponte della Costituzione, il quarto sul Canal Grande, torna dunque a far parlare di sé. Il procedimento coinvolge, oltre all'archistar autore del progetto, anche i tre esperti Salvatore Vento, Roberto Casarin e Roberto Scibilia.

Calatrava, che non è in aula, è chiamato dalla Procura a un risarcimento danni di 3,8 milioni di euro. È accusato dal procuratore Carmine Scarano di aver concorso alla lievitazione dei tempi e dei costi della costruzione, oltre che di aver commesso una serie di gravi errori tanto che dalla previsione iniziale di 6,7 milioni di euro si è arrivati ad un costo complessivo di 11,276 milioni. Il ponte, il cui disegno era stato regalato al comune di Venezia da Calatrava nel 1996, tra rinvii e tempi di costruzione è stato concluso solo nel 2008.

In apertura d'udienza, il procuratore Scarano ha presentato una nuova memoria in cui ha documentato ulteriori danni subiti dallo stato per la fragilità dell'opera a causa del tipo di progettazione, per i continui controlli statici e per il ripristino di parti eccessivamente fragili, come i gradini in vetro. La richiesta di rinvio del procedimento presentata dalla difesa è stata respinta.

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