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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca

Caldo e siccità record, vendemmia anticipata. Sambo: «Servono misure contro la crisi idrica»

Coldiretti Venezia: «Le viti stanno soffrendo, i grappoli crescono difformi, spargoli e acinellati». Export: nel 2022 verso gli 8 miliardi. La consigliera Pd: «Sensibilizzare sul risparmio e consumo responsabile e a promuovere buone pratiche»

Caldo e siccità: ne risentono anche le colture tanto che i viticoltori osservano la situazione in campagna e descrivono giornate complicate in attesa di una vendemmia che si spera non venga troppo compromessa a causa delle temperature estremamente elevate e una siccità senza precedenti.

«La vendemmia sarà anticipata solo di qualche giorno - afferma Orazio Franchi - tecnico enologo di Coldiretti Venezia che prevede la prima raccolta dopo ferragosto – Le viti stanno soffrendo le temperature superiori ai 35 gradi, motivo di sofferenze che sono visibili, i grappoli crescono difformi, spargoli e acinellati con delle conseguenze che potrebbero giocare a sfavore delle quantità» spiega l’esperto. È presto per esprimere giudizi anche sulla qualità, molto dipenderà sia dall’evoluzione delle temperature che influiscono sulla maturazione, sia dall’assenza di nubifragi e grandinate che hanno un impatto devastante sui vigneti e sulle quantità prodotte. Il trend degli ultimi anni è sempre stato in crescita con una qualità ottima che si spera venga confermata anche quest’anno, spiega Coldiretti Venezia, ora l’andamento della raccolta sarà influenzato molto dal resto del mese di agosto.

Nel veneziano, spiega l'associazione dei coltivatori veneziana, purtroppo i viticoltori stanno combattendo anche con un problema sempre più serio, la malattia della flavescenza dorata. «Girando tra le aziende si notano viti estirpate, esattamente l’11%, unica drastica soluzione per bloccare la malattia che colpisce in particolare le viti a bacca bianca, le varietà di prosecco, sauvignon, chardonnay e pinot grigio - afferma Franchi - Fa effetto vedere la vite tagliata, d’altro canto i viticoltori non sottovalutano il problema e mettono in atto le indicazioni del servizio fitosanitario della regione veneto nella speranza di arginarlo. Una problematica da tenere assai monitorata, anche tramite le trappole cromotropiche, con la speranza che la malattia non vada a inficiare in modo pesante sulle rese mettendo a repentaglio la qualità e quantità delle uve».

Uve che contribuiscono nel panorama italiano a darci grandi soddisfazioni: per la prima volta il valore delle esportazioni di bottiglie italiane potrebbe sfiorare gli 8 miliardi di euro nel 2022, secondo le proiezioni di Coldiretti trainate anche alla crescita negli Stati Uniti che sono il principale mercato al di fuori della Ue. Sul continente europeo invece, sottolinea Coldiretti, il vino Made in Italy trova nella Germania il suo maggior consumatore, ma cresce anche in casa dei nostri primi concorrenti visto che la Francia registra un forte incremento degli acquisti di bottiglie italiane (+37%) e nel Regno Unito, nonostante la Brexit, i consumi sono balzati del +31% nel primo quadrimestre trainati dal successo delle bollicine.

Un problema, quello delle colture, peggiorato dall'emergenza idrica. «Se tutti fossimo stati più oculati nell’utilizzo di questa fonte naturale, forse oggi la situazione sarebbe diversa. Una gestione non ponderata delle risorse ambientali, la disinformazione, gli scarsi interventi strutturali per evitare dispersioni nella rete idrica, oggi obbligano molti comuni italiani a razionare l’acqua pubblica - interviene la consigliera comunale e segretaria del Partito Democratico veneziano, Monica Sambo - In questo clima “infernale”, soffrono anche le nostre piante, che hanno bisogno più che mai di acqua per sopravvivere. Da troppo tempo, nel lato ricco del mondo, l’acqua è soggetta a sprechi insostenibili, ma il suo accesso universale e il consumo responsabile sono indispensabili per la vita e la sostenibilità ecologica e sociale mondiale».Il 4 luglio il Consiglio dei ministri ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza per siccità fino al 31 dicembre 2022, “in relazione alla situazione di deficit idrico in atto nei territori delle Regioni e delle Province autonome ricadenti nei bacini distrettuali del Po e delle Alpi Orientali, nonché per le regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto”, per il quale è stato previsto uno stanziamento di 4,8 milioni di euro per affrontare tale emergenza e intervenire sulla rete idrica.

«Questa è una diretta conseguenza del surriscaldamento globale e del cambiamento climatico che impongono di procedere velocemente su scala europea e mondiale e mettono le pubbliche amministrazioni nella condizione di valutare soluzioni per prevenire possibili rischi per la salute umana e ambientale della siccità - continua Sambo - Esistono buone pratiche per il risparmio domestico ed economico dell’acqua (tra cui l’installazione di rubinetti frangiflutti e limitatori di flusso, l’uso degli elettrodomestici a pieno carico, il monitoraggio dei contatori), spesso raccomandate da autorevoli istituzioni accademiche e da associazioni ambientaliste. Da queste considerazioni nasce l’appello del gruppo consiliare del Partito Democratico nel Comune di Venezia, che ha depositato una mozione per invitare il sindaco e la giunta a sensibilizzare la cittadinanza sul risparmio e sul consumo responsabile delle risorse idriche, nonché a promuovere buone pratiche domestiche, commerciali e di comunità. Invita anche sindaco e giunta a esplorare le soluzioni più adatte per il risparmio idrico e per il razionamento, quali, ad esempio, il monitoraggio delle condizioni degli acquedotti e della rete idraulica, l’inserimento di rubinetti limitatori di flusso negli edifici pubblici e la costruzione di sistemi di raccolta dell’acqua piovana, alla luce dei finanziamenti per lo stato d’emergenza, dei progetti del Pnrr e di possibili contributi nazionali e dell’Unione Europea».

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