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Camera di Commercio, in crescita il numero di imprese nel veneziano

I dati relativi al III trimestre del 2015 mostrano stazionarietà nel settore secondario, e un sensibile miglioramento nel comparto dei serivizi

Si è trattata di un’estate positiva quella del 2015 per il sistema imprenditoriale del territorio Delta Lagunare, che nei primi nove mesi dell’anno ha fatto registrare un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi tre anni, in cui il saldo tra iscrizioni e cessazioni era in negativo. L'aspetto confortante dei dati raccolti dalla Camera di commercio riguarda proprio la natalità delle imprese, il cui numero è in aumento dello 0,2% rispetto allo scorso anno, con 323 nuovi sedi nel territorio lagunare.

In provincia di Venezia il numero di localizzazioni produttive attive è rimasto costante: si tratta di una stazionarietà che deriva da una lieve diminuzione delle sedi d'impresa (-0,2%) associato a un aumento diffuso delle unità locali, ovvero stabilimenti e filiali, in quasi tutti i settori (+0,9% del totale). Dati in negativo sono quelli che riguardano il settore delle costruzioni (-2%) e l'agricoltura (-1,7%), seguite, con diminuzioni non preoccupanti, dalla flessione del comparto industriale in senso stretto (-0,6%) e del commercio (-0,3%).

Molto positivi, invece, sono i dati del settore terziario, in cui le variazioni sono quasi tutte con segno positivo. Sono ben 234 le nuove localizzazioni (+2,3%), con un aumento considerevole dei servizi alle imprese (+1,8%) e del settore della finanza e delle assicurazioni (+3,2%). Bene anche i trasporti, con un aumento di 2 punti percentuali rispetto al 2014.

Portando l’analisi sulla nati-mortalità d’impresa per i primi nove mesi dell’anno, Venezia registra un saldo positivo di 260 imprese; un segnale confortante sulla dinamica della demografia d’impresa rispetto agli andamenti dei primi tre trimestri degli ultimi 3 anni. Le iscrizioni ammontano a 3.681 unità (+1,2% su base annua) ed i settori che annotano maggiori variazioni positive nell’avvio di nuove attività sono risultati le attività manifatturiere (+14%) dove però le iscrizioni non riescono a compensare le cessazioni; seguono i servizi alle imprese  (+13,4%) ed il turismo (+13,1%).

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