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"Cin cin" a base di Aperol per salvare il Redentore: Cà Farsetti prende tempo

Sulle orme di quanto fatto da Coca Cola anni fa, il Gruppo Campari vorrebbe legare il suo nome a San Marco, con una foto di colombi che golosamente "disegnano" un bicchiere di spritz nella piazza

Uno spritz per salvare i fuochi del Redentore. Posta in questi termini la questione appare piuttosto semplice, nascondendo i molti interessi e malumori che in realtà implica. Il Gruppo Campari ha espresso l'intenzione di legare a piazza San Marco la sua nuova immagine, sulle orme di quanto fatto anni fa dalla Coca Cola, con una storica foto pubblicitaria in cui si vedevano dei colombi "scrivere" il nome del marchio di fronte alla Basilica. Invece che sul nome "Aperol", però, la società intende puntare sull'immagine di un bicchiere da spritz, da immortalare su San Marco, proseguendo idealmente il filone che ha portato alcuni autobus dell'Actv ad accogliere la scritta promozionale "Per bevar un spritz no ghe vol un privè, serve na piassa".

Cà Farsetti, tuttavia, prende tempo e nell'ultima giunta non si è espressa per concedere il via libera al Gruppo Campari. A raccogliere per prima l'idea è stata ExpoVenice, proponendola direttamente a Venezia Marketing Eventi, prima che alla direzione del Comune. Forte la reazione, nel corso dell'ultima giunta, dell'assessore al Turismo Roberto Panciera, indispettito per non esserne stato messo al corrente prima. Screzi che, in sostanza, hanno importo di rinviare l'esame della proposta, con il rischio di perdere i soldi, proprio in un momento piuttosto critico, nel quale, si è detto - tra smentite e dichiarazioni ufficiali - che mancano i finanziamenti necessari per organizzare il Redentore.

Nel fratempo, dubbi sono stati sollevati anche in merito alla convenienza economica dell'offerta Campari: al sindaco Orsoni e agli assessori, quei 50 mila euro offerti per occupare la Piazza e sfruttare il nome della "Serenissima" sono sembrati una cifra piuttosto misera, per questo motivo Comune, Vme ed ExpoVenice sono intenzionati a trovare l’intesa per un importo superiore. Qualcuno ha parlato di 100  mila, ma non si esclude che il dibattito successivo con il Gruppo possa portare all'accordo per un importo inferiore, capace di appagare le esigenze di tutte le parti coinvolte. Cin cin!

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