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Dalla mafia al sociale, si lavora nelle ville della Mala del Brenta

Negli immobili e nei campi che furono di Felice Maniero si organizzano incubatori di imprese e comunità di aiuto, ma l'iniziativa non piace a tutti

Parte a luglio in Veneto il primo campo di lavoro sui beni confiscati alla Mala del Brenta a Campolongo Maggiore, la città dell'ex boss Felice Maniero. Ma a qualcuno l'iniziativa non piace e le critiche sono state postate sulla pagina Facebook dedicata a "Campolongo di giustizia sociale". Così il Movi (Movimento dei volontari italiani) e l'associazione Libera, come riporta il Gazzettino, hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione per coinvolgere i cittadini e farli schierare contro la criminalità organizzata.

In Veneto finora si contano 88 beni immobiliari confiscati, mentre quelli sequestrati sono innumerevoli. A Campolongo vi sono 12 beni confiscati, 34 in tutta la provincia di Venezia. "Nella ex villa di Maniero c'é un incubatore di imprese, in quella di San Donà una comunità diurna per malati psichici - spiega Guido Turus a nome del Movi - . In passato ho partecipato a un campo di lavoro organizzato dall'associazione Libera in Calabria, così ho avuto l'idea di fare lo stesso qui in Veneto".

(ANSA)

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