Venezia risponde col cuore alle armi, 7mila a San Marco per Valeria

Commozione per la giovane studentessa morta durante gli attacchi al Bataclan. Le candele illuminano la piazza, presente anche il fratello

Tante piccole luci per Valeria. Settemila forse. Di sicuro tantissime. Un mare di gente ha illuminato piazza San Marco quasi come fosse giorno. Quasi come se dal buio la speranza possa scaturire solo dalla comunità. Dal muoversi uniti per non lasciare indietro nessuno. Venezia ha voluto ricordare così Valeria Solesin, la studentessa 28enne morta negli attacchi terroristici che hanno insanguinato Parigi venerdì scorso. Già attorno alle 18 i lumini avevano cominciato a illuminare la Basilica, di fronte gli organizzatori distribuivano candele e lumini bianchi e rossi. Poco dopo le 18.30 è arrivato il fratello Dario, visibilmente commosso. Un grande silenzio dalle 19 ha unito tutte le migliaia di persone che affollavano la piazza, ciascuna con in mano un lumino, con nel cuore e nella mente un pensiero di pace per Valeria e per tutte le vittime del terrorismo. "Grazie a tutti", ha sussurrato il fratello. Per lui e per la sorella una serie di applausi ripetuti e composti.



In mezzo alla piazza gremita, a terra, anche dei piccoli striscioni con i nomi di tutte le vittime della strage di Parigi: ricordate per cinque volte, con un applauso lungo 15 secondi. Vicino il simbolo della pace. Il sindaco Luigi Brugnaro ha confermato che per rendere omaggio alla ragazza veneziana verrà dedicato un ponte in suo onore, con ogni probabilità quello che collegherà la stazione alla zona universitaria di San Giobbe: "Il ponte rappresenta un collegamento tra studio e lavoro per i giovani, un collegamento tra presente e futuro. Valeria, infatti, era andata all'estero per cercare una nuova opportunità di lavoro. Ce lo ricorda in ogni momento. Dobbiamo operare per dare lavoro ai nostri giovani", ha affermato. Il titolare di Ca' Farsetti non ha potuto che commentare l'imponente manifestazione di solidarietà dei veneziani di fronte alla perdita di una loro concittadina: "Che la nostra città stasera possa essere la base, l'esempio per una nuova politica europea. Un melting pot, un incrocio di varie culture, come è sempre stato - ha sottolineato - da qui dobbiamo partire. Da questa piazza finalmente piena di veneziani. Ci piacerebbe che tutta la città potesse tornare ad essere un ponte per l'incrocio delle culture. Da questa serata, infatti, potrebbe partire la costruzione di una nuova Europa politica, con e per i giovani".

Valeria Solesin venerdì scorso si trovava al Bataclan durante un concerto, ha trovato la morte. Avrebbe potuto essere chiunque, invece il destino ha voluto prendersi una giovane donna che già aveva lasciato nel mondo un segnale profondo. Non è un caso che quel volto sorridente abbia emozionato mezzo mondo. Non è un caso che oltre 3mila persone abbiano partecipato alla veglia contro la violenza e terrorismo in piazza San Marco. Il salotto buono della città raramente è stato pervaso da un'emozione così commovente, a tratti struggente. Nessuno spazio per la rabbia, "Valeria non ce lo perdonerebbe", hanno detto nei giorni scorsi i suoi genitori. Si continua nell'unica direzione possibile, quella della civiltà e del rispetto reciproco, a testa alta e senza paure.

DALLA SPERANZA AL DRAMMA, LA MORTE AL BATACLAN

Tra la folla il fratello di Valeria, Dario. Un giovane che ha perso uno dei suoi punti di riferimento, ma che ha tutte le intenzioni di continuare il discorso interrotto dalla sorella. Altruismo, studio, meritocrazia. Ma anche parità dei diritti e il coraggio di cercare fortuna altrove, lontano dalla laguna. Dove c'era qualcuno che magari avrebbe potuto offrirle gli strumenti per affermarsi nella sociologia. La sua passione. Ci sono tante Valerie che hanno aleggiato sulla piazza: la giovane ragazza che sognava una casa tutta sua con il fidanzato, che l'ha cercata in ogni dove il giorno seguente agli attacchi, la giovane professionista che con il proprio saggio sull'occupazione femminile dimostrava talento e passione e la giovane cittadina che aiutava i senzatetto della metropolitana di Parigi.

"TUTTE AL LAVORO": COSÌ INCITAVA LE DONNE A FARSI VALERE

Attivista di Emergency, educata con coscienza civica da genitori che dalla laguna sono volati in Francia per riportarla a casa. Un esempio per tutta Italia. A San Marco c'erano anche il procuratore aggiunto Adelchi D'Ippolito, il prefetto Domenico Cuttaia, il questore Angelo Sanna, il presidente della comunità islamica, i rappresentanti delle forze dell'ordine, il presidente della Regione Luca Zaia: uno stuolo di politici e di rappresentanti del mondo dell'associazionismo e delle categorie economiche. Ma c'erano soprattutto migliaia di cittadini che hanno chiesto con il loro silenzio che tutto questo non accada più. Che Venezia, come il resto delle città, non debba più piangere i propri morti per una guerra che ci è esplosa in mano nel nome di Dio. Venezia ha perso una delle sue figlie. Valeria ha toccato il cuore di tanti: sarebbe arrivata lontano.

RENZI: "UNA BORSA DI STUDIO PER VALERIA" - A Valeria Solesin verrà dedicata probabilmente una borsa di studio, lo ha spiegato Matteo Renzi a SkyTg24: "Credo che ciò che è accaduto a Parigi in quel teatro riguardi anche qualcuno di noi. Non voglio ricordare in modo demagogico Valiera Solesin, ma cercheremo di ricordarla anche attraverso una borsa di studio, anche attraverso la dedica di qualcosa legato all'università, alla ricerca".

 CERIMONIA ALLA SORBONA - Mercoledì il rettorato monumentale al Pantheon, nel V arrondissement di Parigi, è stato il teatro di una cerimonia laica con cui l'Università di Parigi ha voluto onorare Valeria Solesin.

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