Cronaca

Associazioni di voga alla veneta al prefetto: «Il nostro non è sport di contatto fisico»

Mercoledì la comunicazione di Zappalorto al ministero per consentire questa pratica sportiva vista l'assenza di rischio da contagio. Corazzari: «Esaminare ogni singola, diversa disciplina»

Voga alla veneta, archivio

Ieri, mercoledì 28 ottobre, il prefetto di Venezia Zappalorto aveva comunicato con il governo, ministero per lo Sport, chiedendo di escludere la voga alla veneta dagli sport che comportano il contatto fisico, e quindi il rischio di contagio da Covid. Oggi, giovedì, le associazioni si sono rivolte al prefetto dicendo che questa pratica non rientrerebbe nelle discipline elencate dal Dpcm, sospese con provvedimento del 24 ottobre scorso.

«Le nostre associazioni - scrivono 5 rappresentanti delle associazioni di voga e vela della Laguna di Venezia (Associazione Canottieri Giudecca, Diporto Velico Veneziano, Gruppo Sportivo Voga Veneta Mestre, Reale Società Canottieri Bucintoro, Reale Società Canottieri Francesco Querini) al prefetto Zappalorto - non hanno riscontrato nel Dpcm e nel decreto del dipartimento per lo Sport sulla “Individuazione delle discipline sportive da contatto”, la citazione della disciplina della voga alla veneta. Facciamo presente - continuano - che nella lista degli sport di contatto mancano, a titolo esemplificativo anche canoa kajak, dragonboat e vela, sport che di sicuro non garantiscono il distanziamento continuativo. Nelle nostre associazioni possono essere utilizzate le imbarcazioni dove il rispetto del distanziamento di almeno 2 metri tra i vogatori sia garantito in modo continuativo, durante l’attività sportiva, fermo restando l’obbligo dell’uso della mascherina negli altri momenti».

Sport, "irrinunciabile"

«L’attività fisica, di ogni livello, non può essere considerata una attività non essenziale. Non è un bene cui possiamo permetterci di rinunciare, così come non possiamo sostenere il crollo di un intero settore per la nostra economia». Lo ha scritto l’assessore regionale allo Sport Cristiano Corazzari in una lettera inviata al ministro per le Politiche giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora. Corazzari esprime preoccupazione per le ricadute dell’ultimo Dpcm su società sportive, circoli, associazioni ma anche su atleti, amatori, dilettanti e appassionati di sport. «È tra i settori che più hanno profuso impegno per mettere in atto ogni misura utile a ridurre le possibilità di trasmissione del virus. Dall’altra parte, gli sportivi che frequentano impianti, campi, piscine, palestre, sale hanno rispettato ogni misura di prevenzione richiesta. Molti condividono - concludono l'assessore - la paura che la chiusura di tanti impianti, centri, l’interruzione delle attività possa portare più danni che benefici. Sono consapevole delle difficoltà di operare distinguo in un mondo complicato e multiforme, ma ritengo valga la pena di esaminare ogni singola, diversa disciplina».
 

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