Area ex gasometri, il comitato sulla ripresa dei lavori vuole vederci chiaro

Dopo le segnalazioni sulle polveri è partita una lettera a prefetto e Spisal. L'Amministrazione: «Possono sorgere solo residenze e di certo noi non cambieremo, salvo non siano i ragazzi a chiedercelo»

Area ex gasometri, screenshot da video Facebook

L'attenzione sull'area ex gasometri di Castello, in piena emergenza coronavirus, quando tutto tace, non poteva che tornare alta con i rumori e la polvere sollevata dalla ripresa dei cantieri nel perimetro, martedì. Già a febbraio il comitato dell'area ex gasometri aveva chiesto un incontro al capo del gabinetto, Morris Ceron, del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, per discutere del futuro dell'area, con l'intenzione di evitare che fosse destinata alla realizzazione di alberghi e strutture ricettive e venisse ripensata come spazio per la città, per il sociale, per i giovani. In precedenza l'amministrazione aveva anche preso in considerazione l'idea di un incontro con i gruppi di studenti interessati, che non si è svolto. Appena ripartiti i lavori di demolizione a San Francesco della Vigna, i post Facebook con i video, le foto della polvere sollevata, e i commenti, sono apparsi rapidamente. 

I codici delle attività necessarie

Inevitabili le richieste di delucidazione circa i codici Ateco di queste attività, vista la fase di pandemia Covid e i dpcm in essere, e la valutazione di necessità dei lavori ricominciati in maniera dirompente nel pieno dell'emergenza, che ha costretto numerose attività alla fermata. Domande che il neo costituito comitato ex area gasometri, attraverso una lettera dell'architetto Giovanni Leone, ha girato al prefetto, allo Spisal e all'Ispettorato del lavoro per le dovute indagini in relazione ai cantieri in corso, tutt'ora attivi, quando è mercoledì, e alcuni residenti della zona hanno riferito di aver avvisato le forze dell'ordine. «Chi può escludere - si chiede il comitato Area Ex-Gasometri, intervenuto in videoconferenza - che nella polvere ci siano particelle di amianto?». E chi può dire, chiede Leone, che i lavori attualmente non stiano andando avanti perché una volta ricominciati ci sarebbero problemi di staticità a lasciare in piedi quello che rimane delle strutture? L'interesse del comitato è quindi diventato più ampio, in questo contesto. Viene chiesto anche un intervento informativo del Comune, nonostante la delicatezza del momento, che però è anche la ragione per cui si sono sollevate più forti, in un periodo di reclusione casalinga forzata, le richieste di chiarimenti. L'Amministrazione ha fatto sapere che: «I lavori di bonifica sono autorizzati dalla Regione. Dal punto di vista urbanistico nulla è cambiato. Possono fare solo residenze e di certo noi non cambieremo, salvo non siano i ragazzi a chiedercelo. Nessun permesso a costruire è stato rilasciato dal Comune. Sul codice Ateco è la Prefettura a esprimersi».

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La lettera 

«Lavori in area denominata ex-gasometri contigua al convento di San Francesco della Vigna - inizia la lettera di Giovanni Leone del comitato - Premesso che sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate dal dpcm, e che il termine fissato per la sospensione dei lavori è il 25 marzo, il sottoscritto nella qualità di cittadino, professionista e tecnico abilitato ed esperto in materia di sicurezza, avendo contezza che i lavori in oggetto non sono stati sospesi, oltre a informare le autorità competenti chiede di accertare in virtù di quali provvedimenti questi proseguano, se cioè sono state concesse deroghe o se si ritiene che opere edili consistenti nella demolizione di edifici rientrino tra le attività consentite - si chiede anche - se la ditta che opera in cantiere è in possesso dei requisiti a realizzare gli interventi in corso e se siano state adottate adeguate misure per la riduzione dei rischi nel cantiere e sulla confinante pubblica via - Si chiedono infine - quali nuovi fattori abbiano determinato la necessità di mettere in sicurezza in questo momento», l'area. «Di fatto, con questa “messa in sicurezza” l'impresa costruttrice inizia i lavori preliminari alla costruzione del suo albergo - commenta la consigliera 5 Stelle Elena La Rocca -, un'opera che la cittadinanza non vuole come ricordano da anni gli studenti del comitato ex-gasometri. Il manufatto in vetro e cemento, per quanto bello e futuristico, andrà a collocarsi all'interno di un tessuto urbano millenario, deturpando e sovrastando il paesaggio circostante. Una simile  struttura per aspetto e dimensioni è adatta a un quartiere di Berlino, non può certo inserirsi in un contesto antico e delicatissimo come quello di San Francesco della Vigna».

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