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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Caorle

Caorle, sgominata la "banda delle darsene": fermati cittadini romeni

Venerdì scorso i finanzieri, dopo settimane di controlli, hanno sorpreso i tre uomini con i motori marini e il materiale nautico rubato, a bordo di un'auto, pronti a lasciare il paese

I proprietari di imbarcazioni da diporto nel litorale veneto possono finalmente dormire sonni più tranquilli.
La banda dedita ai furti dei motori marini, che da tempo imperversava in tutto il litorale veneto, è stata sgominata dai finanzieri della sezione operativa navale di Caorle, o quanto meno ha subito un durissimo colpo.

Venerdì scorso i finanzieri, dopo settimane di intensificazione dei controlli nelle darsene e nell’entroterra, hanno finalmente sorpreso tre cittadini rumeni con la refurtiva a bordo di una autovettura, pronti a lasciare il territorio italiano. Stando a quanto accertato dagli agenti, i tre, di prassi, agivano di notte, arrivando dal loro paese in Italia, e dopo aver messo a segno i colpi, rincasavano carichi di materiale nautico vario.

Fondamentale è stata, per rintracciare i criminali, la collaborazione di alcuni cittadini e pescatori, i quali, decisamente stanchi di subire lo stillicidio di furti, hanno fornito importanti indicazioni sui furti subiti e hanno permesso, così, ai finanzieri di fermare i tre rumeni a bordo di una monovolume, con due motori marini, sistemi satellitari Gps, radio ed altro materiale nautico rubato poco prima in alcune barche attraccate nella laguna di Caorle, lungo il canale dell’orologio e nel porto pescherecci. I ladri avevano cercato anche di rubare un gommone con relativo carrello, avendo a disposizione un’autovettura con gancio di traino.

I tre cittadini rumeni sono stati sottoposti a fermo di polizia per furto pluriaggravato ed associati al carcere di Venezia.

Da gennaio 2011 ad oggi sono stati almeno 44 gli episodi di furto di motori marini e materiale nautico nelle darsene e lungo le coste del veneto orientale, con grande allarme nella comunità dei pescatori e diportisti. Un fenomeno che stava, quindi, assumendo contorni preoccupanti, rendendo spesso vittime di aggressione gli stessi proprietari o custodi del materiale rubato.

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