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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca Marghera

Capannone, sindacati in Commissione: «Resti il luogo del movimento operaio»

Settima e ottava congiunte martedì per l'udienza delle tre sigle. Domani si riparte prima del Consiglio di giovedì dove all'ordine del giorno c'è la delibera sull'acquisto del Comune da Eni. Cgil chiede il rinvio, Cisl e Uil vogliono impegno scritto

«Ci sarà la necessaria ristrutturazione, verrà restituito alla città, si svolgeranno eventi culturali, iniziative associative, e resterà un luogo di storia e di memoria». Le garanzie della giunta, che si prepara a mandare in Consiglio la delibera sull'acquisizione comunale del Capannone del Petrolchimico a Marghera da Eni, ai sindacati sembrano non bastare. Quando le tre sigle della chimica veneziana, Filctem, Femca e Uiltec, sono intervenute martedì in settima commissione congiunta all'ottava martedì, hanno chiesto tutte, con alcuni distinguo, un impegno scritto a permettere la continuazione delle assemblee, delle riunioni e delle attività sindacali fatte fino a oggi all'interno del fabbricato.

La storia e la memoria delle battaglie degli operai nel polo industriale veneziano non sono in discussione. Per i sindacati a essere in pericolo è la possibilità presente e futura che il Capannone resti il luogo delle attività sindacali a Marghera. «Non occorre avere fretta di portare la delibera in Consiglio - afferma Ugo Agiollo, segretario della Camera del Lavoro Cgil metropolitana, con Davide Camuccio segretario Filctem Cgil - Fermiamoci, prendiamo qualche settimana per discutere sull'uso del Capannone prima dell'approvazione dell'acquisto da Eni». Agiollo e Camuccio hanno appena fatto recapitare dai legali una diffida a Eni Rewind e al sindaco Luigi Brugnaro, per aver dato notizia dell'acquisto a decisioni già prese. Igor Bonatesta segretario provinciale della Uiltec Uil, e Cristian Tito segretario Uiltec Venezia, dicono «No ai due tempi. Non ci soddisfa il ragionamento: "approviamo ora e discutiamo poi". Le due cose devono avvenire in contemporanea. Chiediamo di accompagnare la delibera con un protocollo d’intesa con le organizzazioni sindacali, che preveda per questo spazio l’utilizzo per finalità storico-culturali e soprattutto sindacali: vogliamo che il Capannone resti a disposizione del movimento sindacale confederale».

«Sì all'acquisizione da parte del Comune e alle ristrutturazioni necessarie. Ma chiediamo sia messo nero su bianco l'impegno a permettere le attività sindacali nel Capannone, com'è avvenuto finora. Non vorremmo - commentano il segretario della Cisl Venezia Michele Zanocco e quello della Femca Cisl Giuseppe Callegaro - che un giorno ci venga detto "non c'è nulla che comprovi il diritto dei sindacati a continuare le loro attività nel fabbricato"». Lo stabile in questione, hanno confermato le sigle, «dev'essere dato in uso alle organizzazioni sindacali come fatto fino ad oggi da Eni». E c'è la questione delle opere alle pareti, i quadri realizzati da artisti operai che per Cgil, Cisl e Uil devono rimanere dove sono. «A nostro avviso - conclude la Cisl - per evitare incomprensioni serve sottoscrivere un accordo tra le parti per condividere le cose che si andranno a realizzare e l'uso che verrà fatto di questo ricco di storia e valori sociali e sindacali». La commissione si riunirà domani, mercoledì 11 maggio, per decidere come accogliere le richieste, appoggiate dal Partito Democratico, da Terra&Acqua, da Verde e Progressista e da Tutta la città insieme.

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