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Lavoro nero nei campi e nei locali del litorale: denunce e multe per 120mila euro

È il risultato dei controlli estivi dei carabinieri. Una trentina di lavoratori in condizioni di sfruttamento e senza garanzie: erano impiegati nella raccolta della frutta, oltre che in bar e pub

Imprenditori che sfruttavano lavoratori in nero, in barba a obblighi fiscali e rispetto dei diritti. È quanto emerso nel corso dei controlli attuati durante l'estate dai carabinieri del Comando provinciale di Venezia, del Gruppo tutela lavoro e del Nucleo ispettorato del lavoro, che si sono concentrati sull’impiego di manodopera irregolare nel settore agricolo e turistico.

Locali e bazar

Sul fronte della ristorazione le verifiche sono state eseguite al Lido di Venezia, Eraclea, Caorle, Jesolo, Chioggia e Bibione: ispezionate 21 aziende, per un totale di 64 lavoratori di cui 23 extracomunitari. Di questi 13 erano completamente in nero. Per 6 ditte è scattata la sospensione dell'attività imprenditoriale. Nel dettaglio: due esercizi chiusi a Caorle (una pizzeria con 5 irregolari, tutti italiani, e un negozio etnico del Bangladesh con un lavoratore in nero); a Bibione un pub del centro con due dipendenti irregolari e un negozio etnico bengalese con altri due; a Chioggia un bazar etnico con due cinesi in nero; un altro a Jesolo in un bazar indiano. Inoltre gli ispettori del lavoro hanno accertato violazioni della normativa sulla sicurezza, denunciando 8 persone, tra titolari e legali rappresentanti delle aziende, ed elevando sanzioni amministrative per 58mila euro.

Caporalato nei campi

Situazione ancora più preoccupante nel settore agricolo, tra Chioggia, Scorzè, Mira, San Michele al Tagliamento e Portogruaro, per un totale di 14 aziende agricole ispezionate in 7 delle quali sono state rilevate irregolarità. Esaminate 73 posizioni lavorative (di cui 13 extracomunitari), riscontrando l’impiego di 16 lavoratori in nero (6 extra-UE, di cui uno privo di permesso di soggiorno, e 10 italiani). Gli irregolari sono stati trovati a Chioggia, Scorzè e Portogruaro, in quattro differenti aziende. A Scorzè il datore di lavoro (una imprenditrice agricola trevigiana) è stato denunciato per violazione della normativa in materia di immigrazione, poiché impiegava uno straniero senza permesso di soggiorno. Il maggior numero di irregolari è stato trovato nella zona di Portogruaro, dove erano impegnati nella raccolta di frutta tra peri e vigneti. A entrambe le aziende ispezionate è stata applicata la sospensione dell’attività, successivamente revocata a seguito della regolarizzazione degli 8 lavoratori e del pagamento di stipendi e contributi.

Verifiche su centinaia di persone

Ricapitolando: nel corso dell'estate sono state ispezionate 35 imprese ed esaminate 137 posizioni lavorative, verifiche che hanno portato a scoprire l’impiego di 29 lavoratori in nero (di cui 14 extracomunitari) ed elevare sanzioni amministrative per 120mila euro. Infine l’operazione ha permesso di accertare anche un appalto di servizi non genuino, dato che venivano utilizzate illecitamente le prestazioni lavorative del personale inquadrato contrattualmente con profili diversi e con numerose altre violazioni della normativa vigente sul distacco e appalto di manodopera.

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