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Si fingono carabinieri per derubare due 15enni, poi cadono nell'imboscata dei veri militari

In tre sono finiti in manette, due uomini e una ragazza che fungeva da "palo". È successo mercoledì in una scuola superiore di San Donà, in una pausa tra le lezioni

Si sono finti carabinieri per estorcere denaro ai ragazzini. È successo nella giornata di mercoledì in un istituto scolastico superiore di San Donà di Piave: i malviventi, tre in tutto, si sono presentati come militari dell'Arma in borghese impegnati in un servizio contro lo spaccio di stupefacenti nelle scuole. La loro tattica è stata quella di intimorire i giovani studenti con frasi studiate ad hoc: «Vi portiamo in caserma» e ancora «vi faremo passare una brutta giornata». Il tutto per qualche decina di euro. A finire in manette B.R, 21enne con precedenti penali specifici, il 54enne incensurato G.A., e la 19enne B.C., il cui compito è stato quello di fare da "palo" nel corso dell'estorsione.

Il raggiro

Ad essere "controllati" nel corso della pausa tra una lezione e l'altra sono stati due ragazzi di 15 anni. Una perquisizione che ha assunto i tratti di vera e propria rapina, quando i due delinquenti hanno asportato dagli zaini dei ragazzi i portafogli. «Sappiamo che li avete guadagnati spacciando», questa la scusa che il duo avrebbe addotto per intascare il denaro dei poveri malcapitati. Dopo altre minacce di circostanza, i malviventi avrebbero dato appuntamento alle vittime nei pressi di una via del centro cittadino, intimando loro di portare con sé i cellulari, nonché le scatole e le ricevute d'acquisto, per verificare che non si trattassero, anche quelli, di proventi illeciti. Poi si sono dileguati, lasciando gli studenti alle lezioni.

Il racconto alla vicepreside

Passate alcune ore, i due minori hanno deciso di raccontare tutto alla vicepreside dell'istituto. Caso ha voluto che proprio in quel momento all'interno della scuola fosse presente anche il comandante della stazione dei carabinieri di Noventa, che stava prendendo accordi col dirigente scolastico per un vero servizio antidroga, da programmare per l'indomani mattina nella sede staccata dello Scarpa di Fossalta di Piave. Ricevuta la segnalazione dal suo vice, la preside ha quindi raccontato seduta stante la vicenda all'ufficiale dell'Arma, che ha provveduto ad attivare le procedure del caso e ad organizzare un'imboscata nel pomeriggio.

L'imboscata

I militari della compagnia di San Donà si sono quindi messi in contatto con le due vittime del raggiro, mettendo in atto un vero e proprio servizio di osservazione e pedinamento nel corso dell'incontro fissato per il pomeriggio, quello della consegna degli smartphone. Gli uomini in divisa hanno da subito individuato e bloccato il "palo", la 19enne, e poco dopo hanno stretto le manette ai polsi ai due carnefici, conducendoli in caserma. A seguito delle procedure di rito, il pm di turno ha disposto per i 3 malviventi il regime degli arresti domiciliari.

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