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Allarme carceri, deputati Mdp rilanciano l'appello dei sindacati veneziani: "Al collasso"

Presentata giovedì un'interrogazione parlamentare per far luce sulla situazione lavorativa all'interno dei due istituti di Santa Maria Maggiore e della Giudecca

"Situazione drammatica". A denunciare le condizioni lavorative all'interno delle case di reclusione veneziane, di Santa Maria Maggiore e della Giudecca, sovraffollate e al collasso, il sindacato Cgil, come riportano i quotidiani locali. Un allarme che i deputati di Articolo 1 Mdp (Liberi e Uguali), Michele Mognato, Delia Murer e Davide Zoggia, non hanno mancato di cogliere, presentando alla Camera, giovedì, un'interrogazione parlamentare per far luce sulla questione.

I numeri

Sono trascorsi due anni dal chiarimento chiesto dalle stesse forze politiche al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, nel 2015, che aveva garantito l'impegno a monitorare la situazione delle case di reclusione veneziane. Ma il problema del sovraffollamento con tutte le conseguenze per gli operatori impegnati all'interno, non avrebbe trovato soluzione, secondo quanto affermato dalla Cgil. 

Nella casa circondariale maschile di Santa Maria Maggiore sono presenti 230 detenuti (114 in attesa di giudizio, 116 con pena esecutiva) a fronte di una capienza massima di 163 unità. Nel carcere femminile della Giudecca, la situazione è più contenuta (78 detenute su una capienza di 115 unità), con un elevato numero di detenute straniere (oltre l'80%).

Secondo Antonio Battistuzzo della Funzione Pubblica Cgil, persisterebbe la cronica carenza di personale, con conseguenze gravi sulla salute degli operatori penitenziari e sulla sicurezza interna delle strutture. In queste condizioni, secondo il sindacalista, sarebbe impossibile sorvegliare adeguatamente le case di reclusione, con un rischio sempre più alto di stress lavorativo. 

Decine di monitor da sorvegliare allo stesso tempo

Ingestibile, secondo Battistuzzo, anche il controllo dei monitor, una sessantina, che rimandano le immagini delle telecamere di sorveglianza, con turni di 6 ore, al posto delle 2 prescritte dalle norme. Delle due l'una, spiega la Funzione Pubblica, o si riduce il numero dei detenuti o si aumenta quello degli addetti, pena la paralisi del sistema carcerario veneziano. I deputati Mdp, accolte le denunce della sigla Cgil, si sono rivolti nuovamente al ministro chiedendo una soluzione del problema dell'affollamento e un potenziamento del personale.


 

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