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Il progetto del Palais Lumiere

Il progetto del Palais Lumiere

Il "Palais" si abbatte sul bilancio "Senza buco da 22 milioni di euro"

Il Comune contava di ottenere 40 milioni di euro dalla vendita dei terreni di Porto Marghera dove avrebbe dovuto sorgere il grattacielo di Cardin

Oltre al danno anche la beffa. Che in questo caso però vuol dire tanti milioni di euro che di colpo potrebbero sparire dal bilancio di Ca' Farsetti. Lo stop al progetto di costruzione del Palais Lumiere a Porto Marghera, annunciato venerdì scorso dal nipote dello stilista e imprenditore Pierre Cardin, Rodrigo Basilicati, mette di nuovo in difficoltà le casse di Ca' Farsetti, che in vista della realizzazione del grattacielo avrebbe dovuto vendere alcuni terreni di propria proprietà di Porto Marghera incamerando 40 milioni di euro.

ADDIO PALAIS: "NON SI FARA' A MARGHERA"

Se l'opera non si farà, però, queste risorse non arriveranno in laguna. Dei quaranta milioni di cui si parla, vendidue, come riportano i quotidiani locali, sono già stati messi a bilancio. Se il dietrofront di Cardin venisse confermato, quindi, si creerebbe un ingente buco che nei prossimi sei mesi dovrà essere coperto reperendo risorse in altri settori. Una situazione simile a quella che si visse nel dicembre scorso, quando il Comune fu alle prese con lo spettro di sforare il Patto di Stabilità. Anche in quel caso, infatti, una delle voci indicate come possibili entrate "salva bilancio" erano proprio gli introiti derivanti dalla vendita dei terreni per il Palais Lumiere. Poi non se ne fece più nulla.

IL LEGALE DI CARDIN: "NESSUN PASSO INDIETRO"

Ora la città e i partiti politici si dividono: c'è chi chiede al sindaco Giorgio Orsoni e al presidente del Veneto Luca Zaia di prendere un aereo "immediatamente per Parigi con i ministri dello sviluppo e della cultura e cerchino di convincere Cardin a crederci ancora" (Udc) e chi attacca la Giunta chiedendo di "non scaricare le colpe su Roma" (Pdl).

Gli enti locali, che si erano dichiarati favorevoli al progetto, ora sperano di salvare il salvabile, ma è l'avvocato di Pierre Cardin, Sandro De Nardi, ad affievolire di molto le ultime speranze di vedere riqualificata un'area di Porto Marghera con un investimento di due miliardi di euro: "Di solito quando lo stilista arriva a una decisione questa è irrevocabile. Il Palais Lumiere non vedrà la luce né a Venezia, né altrove - precisa il legale - Da quanto so, al momento -quella di spostarlo in un altra città non è un'ipotesi che Cardin stia vagliando, anche perché ha sempre detto che lo voleva nella sua terra natia, in quell'Italia, Paese che ama e al quale è sempre rimasto legato".

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