"A corto di collaboratori scolastici", i genitori della Baseggio si rivolgono al Miur

Parte dei genitori degli alunni dell'istituto comprensivo che conta 7 plessi sul territorio tra Marghera, Malcontenta e Ca' Sabbioni chiedono che Roma provveda ad assegnare più personale

"Riunioni dei rappresentanti d'istituto al comprensivo Cesco Baseggio, colloqui con il dirigente scolastico Davide Frisoli, neppure la petizione presentata al direttore dell'Ufficio scolastico provinciale hanno avuto l'effetto sperato": è quanto riportato da una parte dei genitori degli studenti dei 7 plessi scolastici disseminati sui territori di Marghera, Malcontenta e Ca' Sabbioni. La presunta carenza di collaboratori scolastici, da loro denunciata e portata all'attenzione dei media locali in più occasioni, non ha trovato riscontro: nessun aumento del personale. Cosa che continua a esporre gli alunni, a loro avviso, alla mancanza di adeguata sorveglianza, se non addirittura all'impossibilità di tenere aperte le strutture scolastiche, ad esempio in caso di malattia dei pochi operatori assegnati alle scuole.

Risposte da Roma

"Siamo esasperati - scrive martedì una rappresentante di classe - Assieme ad altri genitori abbiamo unito la richiesta di ulteriori collaboratori scolastici a quella già avanzata dalla dirigenza e dal Consiglio del nostro istituto, inviandola direttamente alla segreteria personale del ministro dell'Istruzione, all'ufficio scolastico regionale e a quello provinciale. La spedizione massiva avverrà in giornata". Altri genitori e rapprentanti di classe, comunque, si dissociano dall'iniziativa, ritenendola non opportuna, pur confermando la carenza di personale: "A quanto ci risulta - spiegano questi ultimi - Non è un'iniziativa decisa dalla rappresentanza di istituto, bensì di una singola persona che ha poi coinvolto altri genitori".

Il testo della lettera

"Oggetto: grave sottodimensionamento del personale Ata all'Istituto Comprensivo Cesco Baseggio di Marghera e Malcontenta".

"Io genitore mi unisco alla richiesta di 4 collaboratori scolastici già ribadita dalla dirigenza e dal Consiglio di Istituto al competente Ufficio Scolastico Territoriale in occasione dell'incontro del 6 ottobre scorso.

In qualità di sottoscrittore del Patto di Corresponsabilità nella veste che mi compete, colgo l'occasione per ringraziare tutto il personale impegnato a far funzionare i numerosi plessi del nostro Istituto, a partire dal dirigente scolastico per finire con le signore delle "pulizie esternalizzate", e pur apprezzando la volontà da parte della dottoressa Beltrame, direttore di suddetto ufficio, di reperire risorse per quanto le sia possibile, e cioè per un ammontare orario settimanale di 20 ore (28 da dicembre), ritengo che il sottodimensionamento dell'organico dei collaboratori scolastici – dal quale dipende l'ingresso a scuola dei nostri figli - abbia raggiunto una gravità tale da non essere più tollerabile.

ISTITUTI SENZA PRESIDI, SITUAZIONE IN VENETO PIU' GRAVE DI QUELLA NAZIONALE

A questo proposito faccio presente che, in data 4 ottobre in uno dei quattro plessi gli alunni sono entrati ben oltre l'orario di inizio delle lezioni a causa dell'assenza dell'unico collaboratore scolastico per malattia, ed esclusivamente grazie all'intraprendenza ed al senso di responsabilità del personale docente, che, in tal modo, si è caricato in toto anche del servizio di guardiania degli alunni fino all'arrivo del collaboratore scolastico supplente. Ritengo che l'episodio appena descritto sia gravissimo e sono consapevole che in passato nei plessi frequentati dai nostri figli si siano rischiate spesso situazioni simili, addirittura prima della creazione degli attuali Isituti Comprensivi. Si consideri, inoltre, che anch'io come molti dei genitori più o meno direttamente coinvolti nelle manifestazioni contro "Scuole Sporche" di quattro anni fa, avevamo sperato almeno in un'integrazione del personale scolastico statale - puntualmente disattesa - in seguito al pesantissimo taglio operato sul bilancio anche del nostro Istituto per la quota destinata alle pulizie cosiddette 'esternalizzate'.

La ricaduta di quanto accaduto sulle attività curricolari è ancora tangibile e lo è ancor di più se pensiamo alla difficoltà nella fruizione dei plessi anche in occasione di eventi organizzati al fine di raccogliere fondi utili al nostro Istituto per finanziare il miglioramento della sua offerta formativa, questione che, nei fatti, sembra ormai delegata esclusivamente alla buona volontà di insegnanti e genitori. Si aggiunga a questo quadro l'ingiustificabile ritardo nella designazione delle cattedre che affligge le nostre scuole all'inizio di ogni anno scolastico, producendo un ritardo medio di almeno un mese nello svolgimento della regolare attività didattica, e che, anche l'ultima riforma della scuola, ha semplicemente omesso di affrontare, Per concludere, sottolineo che il diritto allo studio, sancito dalla nostra Costituzione, per me genitore si traduce nell'obbligo di far frequentare la scuola a mio figlio ma per il ministero, e per tutti i suoi uffici, si traduce nell'obbligo di erogare un pubblico servizio che ad oggi, nel nostro Istituto, non è in grado di garantire".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Visite ad amici o parenti in casa: le regole per il Veneto da sabato

  • Visite in casa a parenti e amici: le regole per il Veneto a partire da domani

  • Come cambia da domani il Veneto: regole, restrizioni e cosa si può fare

  • Chiude la Coop alla Nave de Vero. Al suo posto potrebbe arrivare Primark

  • Col nuovo Dpcm, dal 16 gennaio il Veneto rimarrà (quasi sicuramente) in area arancione

  • Dpcm, quando serve l'autocertificazione in Veneto: il modello ufficiale da scaricare

Torna su
VeneziaToday è in caricamento