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Bimbo veneziano senza il farmaco per la leucemia, Coletto: "In Veneto c'è"

Dopo l'allarme della Uildm sul Purinethol, secondo cui una coppia di genitori di Quarto d'Altino faticherebbe a trovarlo, l'assessore Coletto assicura attenzione: "Non dipende dalla Regione"

Nei giorni scorsi era stata data rilevanza mediatica a un allarme della Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), circa la carenza del farmaco salvavita Purinethol. Stando alle ricostruzioni di Gianfranco Bastianello, vicepresidente provinciale della Uildm, la Glaxo, rappresentante per l’Italia del farmaco, avrebbe bloccato i rifornimenti alle farmacie, lasciando “i bambini leucemici rimangono senza protezione”.

“Siamo stati contattati dai genitori del piccolo Matteo, 7 anni, di Quarto d’Altino”, affetto da una grave forma di leucemia, ha sottolineato Bastianello. “La mamma del bambino si è attaccata al telefono e, spulciando tutte le farmacie, è riuscita trovare a Padova alcune confezioni di questo farmaco, ma è entrata in possesso anche di alcune risposte sconcertanti”. La mancanza di rifornimento, secondo i farmacisti interpellati, “sarebbe da imputare al mancato pagamento dello stesso alla Glaxo da parte della Regione, motivo per cui l’azienda non intende al momento rifornire le farmacie in attesa di chiarimenti”.

Da qui la protesta e l’appello di Bastianello: “non bastano i tagli all’assistenza di base, ora anche le cure salvavita sono a rischio. Sono molte, purtroppo, le famiglie con bambini affetti da leucemia che gravitano fra Venezia, Padova e Treviso in apprensione per la mancanza di questo farmaco, tanto che alcuni genitori, pur di garantire le cure per il proprio bambino, si sono fatti carico di andarlo ad acquistare direttamente in Svizzera dove questo è prodotto, con i relativi esorbitanti costi”. Ci auguriamo, ha concluso, che l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto “si prenda a cuore questa drammatica situazione e offra chiarimenti a tutte le persone in ansia prima possibile”.

Celere la risposta dell’assessore: “Ho immediatamente attivato le verifiche del caso da parte del nostro servizio farmaceutico. Prima di tutto è risultata priva di fondamento la notizia secondo la quale la carenza sarebbe dovuta al mancato pagamento della Regione alla ditta produttrice Glaxo”, questo perché, sottolinea l’assessore, “trattandosi di un farmaco di fascia A acquisibile anche in farmacia al pubblico, la Regione non è in alcun modo coinvolta nei pagamenti del fornitore”.

La ridotta disponibilità del farmaco sembra essere dovuta, stando agli accertamenti effettuati, “non a mancati pagamenti, ma alla procedura di cessione della distribuzione del farmaco in corso dalla Glaxo ad un’altra azienda”. Il problema è nazionale, tanto che l’Agenzia Nazionale del Farmaco (Aifa) “sta valutando la possibilità di autorizzare le farmacie ospedaliere a importare il prodotto dall’estero”. La Glaxo, comunque “si è resa disponibile a far fronte ad eventuali urgenze”.

In Veneto, conclude l’assessore, il farmaco risulta, seppur in misura razionata, ancora disponibile “in alcuni ospedali e presso uno dei principali grossisti della Regione”. “Seguiremo con grande attenzione l’evolversi della situazione”, assicura infine, “e faremo tutto quanto in nostro potere perché si risolva al più presto”.

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