«La legge 39 sulle case popolari riduce le ingiustizie»

Speranzon: «Quasi 1400 affitti abbassati. A breve circa 260 appartamenti a nuovi assegnatari. Sollecitazioni agli 11 inquilini "milionari" a lasciare velocemente gli alloggi. Isee a Venezia e isole a 30 mila euro». I punti della riforma

Venezia, archivio

Non sarà più finché morte non ci separi, ma un contratto a tempo determinato con i requisiti da sottoporre periodicamente a verifica. Ha cambiato tutta l'impostazione di base dell'utilizzo dell'edilizia residenziale pubblica, la legge 39 della Regione. «Correggendo e riducendo ingiustizie e distorsioni - commenta il presidente dell'Ater Venezia, Raffaele Speranzon -. Tanto è vero che per quasi 1400 famiglie del Veneziano l'affitto si è ridotto. Mentre per gli inquilini con Isee all'interno dei 20 mila euro il range di aumento è stato di circa 50 euro».

Isee, i casi particolari, i milionari

Altri step importanti stanno per essere compiuti, annuncia l'Ater. «Stiamo già ricalcolando il canone di 458 dei 705 assegnatari che non avevano presentato i documenti e perciò si erano visti portare al massimo l'affitto mensile. Ciò significa che il riordino della posizione a breve ci sarà per il 65% di coloro che avevano ricevuto gli aumenti più importanti. Inoltre stanno per essere assegnati quasi 260 nuovi appartamenti pubblici a famiglie con Isee spesso perfino sotto ai 5 mila euro, tutelando e favorendo i nuclei nascenti, in linea con gli obiettivi del nuovo impianto normativo». Recuperare case impone di verificare le situazioni delle persone che hanno Isee superiore ai 20 mila euro. «Ci sono 643 assegnatari che superano i 26 mila. Questi sono quelli posti all'attenzione dei tavoli tecnici istituiti dalla Regione stessa per far emergere le criticità. Alcuni di loro potrebbero aver dichiarato una situazione patrimoniale, l'inverno scorso, che poi è cambiata, magari a causa di decessi. E in questi casi, dopo le volture, le situazioni rientreranno alla normalità. Per altri si valuteranno l'anzianità e gli immobili. Abbiamo già chiesto alla Regione di portare l'Isee per gli immobili, a Venezia città e isole, a 30 mila euro. E questo per le particolarità della città capoluogo. Spiegando che sradicare un anziano da Venezia significa farlo uscire dalla città, perchè probabilmente non riuscirà più neppure nel mercato privato degli affitti, a ritrovare un'altra abitazione. Nostro obiettivo è quello di recuperare, infine, il più rapidamente possibile, le case in cui attualmente risiedono i "milionari". Sono 11 questi nuclei famigliari con depositi da 300 mila euro al milione in banca, e abitazioni di proprietà in qualche circostanza. Sette a Venezia, uno a Salzano, uno a Cavarzere, uno a Campolongo e uno a Scorzé. Li solleciteremo. Molte persone che ne hanno diritto e bisogno, stanno aspettando una casa».

I dati

Al momento, per chi non supera i 20 mila euro di Isee, il canone medio di affitto nelle case Ater di Venezia è di 129 euro. Nel totale ci sono 1.400 posizioni da verificare: assegnatari che non hanno compilato correttamente la modulistica, come la dichiarazione sostitutiva, o presentano delle anomalie, per cui il possesso dei requisiti per rimanere nell’alloggio pubblico resta da definire. Tra questi risultavano, a luglio, 705 posizioni per cui è stato calcolato un canone maggiorato, per mancata presentazione o problemi nell’acquisizione dell’Isee. Oggi, per 458 assegnatari dei 705 (il 65%) è già stato acquisito l’Isee ed è in elaborazione il ricalcolo del canone. Ecco cosa ha detto Raffaele Speranzon:

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Tutte le valutazioni in corso

Secondo quanto prevede la legge regionale, gli inquilini che superano i 20 mila euro di Isee hanno due anni di tempo per rientrare nei requisiti richiesti, oppure cercare un nuovo alloggio. La Regione si sta adoperando, tramite il supporto dei nuclei tecnici di analisi, per apportare gli opportuni correttivi al fine di tutelare le situazioni di fragilità sociale o di criticità emerse a seguito dell'applicazione della legge. L’Ater di Venezia è a disposizione degli assegnatari, dei Comuni e dei sindacati per fornire qualsiasi chiarimento. Il tavolo tecnico, a cui l’Ater partecipa, è stato convocato per la prima volta il 17 luglio scorso in Regione ed è composto da esperti per le valutazioni sociali e socio-ambientali della situazione veneziana. L’Ater partecipa anche al nucleo tecnico territoriale di analisi della Regione Veneto, convocato il 6 agosto scorso (sono sette nuclei, per tutte le Ater del Veneto) per valutare i singoli casi che presentano criticità: persone anziane sole o con disabilità, famiglie in difficoltà. Posizioni che presentano difficoltà e per cui, entro il 30 settembre, saranno proposti eventuali aggiustamenti nelle norme per non creare situazioni di sperequazione o ingiustizie. 

Nuovi affitti e riduzioni

Nel calcolo del canone non si prende in considerazione solo la situazione Isee dell’intestatario del contratto di locazione, ma dell’intero nucleo familiare. Se gli assegnatari dell’Ater di Venezia sono 7.565, gli inquilini sono circa 20 mila. Negli ultimi mesi, da quando è attiva la nuova legge regionale, ci sono stati 76 nuovi contratti di locazione calcolati con i nuovi parametri. Di questi, 48 sono nuove assegnazioni di alloggi Ater, sulla base delle graduatorie dei bandi pubblicati dai Comuni, il resto sono mobilità e cambi consensuali di alloggi. Sono 1.395 gli inquilini assegnatari di alloggi Ater che hanno avuto una diminuzione del canone. L’affitto minimo del canone mensile è fissato a 40 euro al mese. 

Gli aumenti

Dei 6.170 inquilini assegnatari che hanno visto aumentare l’affitto in base alla propria situazione reddituale e patrimoniale, oltre la metà ha visto un innalzamento che va da pochi centesimi, passando per 20 o 40 euro, fino a un aumento massimo di 60 euro al mese. All’interno di queste 6.170 posizioni che hanno visto l’aumento, vi sono però le 705 con anomalie, 458 stanno già vedendo l’elaborazione del ricalcolo del canone.   

Morosità e occupazioni 

La morosità totale dell’Ater di Venezia è pari a 6.439.108,05 euro ma il grosso si trascina da situazioni pregresse. Questa percentuale, dall’8,08% del 2018, è diminuita a 7,36% nel 2019, grazie al piano di rientro della morosità messo in atto dall’azienda territoriale di edilizia residenziale pubblica veneziana. A pesare sulla morosità sono le occupazioni abusive. L’Ater di Venezia, oltre ad avere il maggior numero di alloggi nel Veneto (10.735) ha anche il numero più grande di occupazioni senza titolo, tra coloro che sono entrati con effrazione e chi negli anni ha perso il diritto di rimanere nell’alloggio pubblico. Nel 2017 il servizio legale ispettivo dell’Ater di Venezia ha elaborato 2.223 pratiche di morosità e nel 2018 sono state 2.477. Nonostante le lettere inviate a tutti questi inquilini “morosi”, per cui poi si procede con decreto ingiuntivo, i recuperi dei crediti, considerati i patrimoni esigui, sono prolungati nel tempo. Se si considera che nel 56% delle posizioni regolari degli inquilini dell’Ater c’è una situazione patrimoniale (mobiliare e immobiliare) inferiore ai 5 mila euro, nello scenario delle morosità il dato si abbassa ulteriormente. È stato possibile ottenere, da gennaio a giugno, un sequestro dell’alloggio, a fronte di occupazione, grazie alla collaborazione di Prefettura e Questura. «In due casi di occupazioni abusive gli alloggi erano stati trasformati, uno in b&b, l'altro in una concessionaria di auto», spiega l'Ater.

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Presentare l'Isee

«Vogliamo tranquillizzare gli inquilini – spiega Speranzon - sul fatto che la Regione Veneto sta lavorando per tutelare le fasce deboli. L’obiettivo della legge è garantire un alloggio a condizioni di favore a chi ne ha bisogno, accompagnando gli inquilini con maggiori possibilità economiche a rivolgersi al libero mercato delle locazioni. La normativa regionale ha introdotto il criterio della temporaneità della casa popolare e inserito lo strumento dell’Isee che permette di avere una fotografia reale sulla situazione economica dell’inquilino. Stiamo lavorando per acquisire tutti gli Isee: invitiamo gli inquilini che ancora non l’hanno presentato a recarsi agli uffici dell’Ater perché rischiano di perdere il diritto a rimanere nell’alloggio».

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