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Presenta una carta d'identità romena: "Sono comunitaria, posso lavorare". Ma era tutto falso

Una 45enne ucraina è stata denunciata martedì per uso di atto falso. Ha presentato un documento poi risultato falsificato per poter lavorare senza chiedere permesso di soggiorno

E' extracomunitaria, ma si spaccia per una cittadina romena per figurare come appartenente all'Unione Europea. Il suo piano per ottenere documenti "regolari" è saltato nel momento in cui, martedì, sono intervenuti gli agenti della polizia locale mettendola con le spalle al muro. 

La 45enne il 1 marzo si era presentata all’Ufficio comunale dedicato all'immigrazione dei cittadini comunitari, in via Cappuccina a Mestre, per ottenere l’iscrizione anagrafica presso il suo domicilio a Carpenedo. La donna aveva presentato allo sportello una carta d’identità emessa dalla Repubblica di Romania che ne attestava la cittadinanza di quel paese. Una manna dal cielo: in quanto cittadina comunitaria avrebbe avuto diritto di soggiornare e lavorare regolarmente alle dipendenze di una impresa di pulizia italiana, anche senza permesso di soggiorno. 

L'impiegata incaricata dell'istruttoria, constatando la difformità del documento rispetto ai modelli conosciuti, ha informato il commissario Claudio Giacomin, una sorta di "occhio di falco" tra le fila della polizia locale per quanto riguarda la contraffazione di documenti. L'esperto, esaminata la carta d'identità, ha avvallato i sospetti dell'impiegata. Decidendo di farsi trovare sul posto il giorno dell'appuntamento, che era fissato per lunedì scorso. Un appuntamento cui la sospettata ha dato "buca".

Sono scattate ulteriori ricerche, specie all'indirizzo del domicilio indicato dalla donna. I residenti, però, sono caduti dalle nuvole. Spiegando di non aver mai ospitato la donna. Gli accertamenti si sono allargati anche alle abitazioni vicine, riuscendo finalmente a individuare dove vivesse la 45enne, invitata negli uffici del reparto motorizzato della polizia municipale. La carta d’identità romena è stata quindi sottoposta a un accurato esame attraverso il quale è stata confermata la contraffazione dei "sistemi di sicurezza" del documento. Posta di fronte all'evidenza, la donna ha ammesso di essere cittadina ucraina. Mostrando il passaporto. Al termine degli accertamenti, la 45enne è stata denunciata a piede libero per falsità materiale, uso di atto falso, possesso di documento di identificazione falso e ricettazione. 
 

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