La Residenza Francescon riepiloga gli sforzi fatti e guarda alla "fase 2"

Nella casa di riposo di Portogruaro si è registrato un focolaio di Covid-19 con diversi decessi, ma la direzione assicura che sono state messe in atto tutte le misure necessarie

Si è detto come, nelle ultime settimane, il fronte più critico dell'epidemia di coronavirus si sia spostato nelle case di riposo. Alcune si trovano in una situazione particolamente delicata: è il caso della Residenza Francescon di Portogruaro, dove nel tempo è stato rilevato un focolaio importante di casi, con diversi ospiti ricoverati in gravi condizioni all'ospedale e una dozzina di anziani deceduti. A questo proposito la direzione ha diffuso oggi una nota, firmata dalla presidente Sara Furlanetto e dal direttore Daniele Dal Ben, specificando di avere sempre adottato tutte le misure restrittive previste, «con rigore e con l'obiettivo di tutelare ospiti e personale, assicurando sempre trasparenza a familiari e istituzioni del territorio». Da notare che la residenza ospita 140 posti letto di residenzialità assistita (quasi tutti occupati) e un reparto di hospice, impiegando 130 dipendenti.

«Adottate fin da subito tutte le misure necessarie»

Furlanetto e Dal Ben hanno riepilogato la situazione, ricordando che «in questo periodo il territorio e le istituzioni non hanno fatto mai mancare il loro appoggio». «È difficile - spiegano - ipotizzare come il virus sia entrato per la prima volta nella struttura, anche in considerazione del fatto che fin dal 23 febbraio abbiamo applicato con rigore tutte le misure restrittive. Misure ancor più inasprite dal 5 marzo con la chiusura completa della struttura, limitando gli accessi ai soli lavoratori e ai fornitori. Abbiamo allestito spazi per l’isolamento degli anziani con sintomi sospetti e sono stati acquistati, oltre a quelli già in dotazione, dispositivi di protezione individuale per gli operatori. Allo scoppio dell’emergenza, abbiamo investito risorse e assunto personale. È stata una rincorsa a isolare gli anziani sintomatici e i loro contatti». «Il personale ha sempre operato con dedizione - spiegano ancora -. Siamo rimasti in contatto costante con l'Ulss4, che ci ha fornito e sta fornendo un supporto importante con la presenza quotidiana di personale e la disponibilità della diagnostica mobile, nonché con il Comune di Portogruaro». La Residenza, si legge ancora nella nota, è ora al lavoro per mettere in atto la cosiddetta "fase 2", quindi un percorso verso la normalizzazione. Al momento, nell'area hospice, ci sono 10 anziani guariti e a breve saranno pronti gli esiti degli ulteriori tamponi eseguiti su ospiti non più sintomatici per accertarne la guarigione. A quel punto si avrà un quadro completo e aggiornato.

Focolaio

Saranno gli approfondimenti disposti dalla magistratura ad accertare, alla Francescon come nelle altre Rsa venete, se ci siano state delle mancanze. A Portogruaro, nei giorni scorsi, l'opposizione ha parlato di difficoltà nell'approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale, ipotesi che, come si è visto, è stata scartata dalla direzione della Residenza; un altro possibile problema rilevato è legato ai ritardi nell'ottenimento degli esiti dei tamponi, che erano stati evidenziati nelle scorse settimane anche dal direttore dell'Ulss 4, Carlo Bramezza: un fattore che potrebbe aver ostacolato una corretta conoscenza della situazione e di conseguenza l'adozione tempestiva degli interventi di isolamento. Fino all'altro giorno il focolaio aveva causato 12 decessi, con 37 anziani contagiati e 15 operatori positivi. Al momento gli ospiti nella struttura sono 127.

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La sindaco di Portogruaro, Maria Teresa Senatore, si è detta «vicina e immensamente grata agli operatori sanitari e a tutto il personale della residenza per anziani Francescon, che continua a prendersi cura con dedizione degli anziani della nostra comunità». «Ho voluto telefonare personalmente alle famiglie di coloro che sono venuti a mancare - ha specificato - per esprimere il cordoglio personale e di tutta la città per le perdite subite».

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