Cronaca

San Donà, in casa di riposo nuovi positivi ma anche guarigioni

Per ora il coronavirus si è diffuso in 2 dei 5 moduli che compongono la Monumento ai caduti in guerra. Oggi 6 ospiti negativizzati. Intanto si discute delle modalità di comunicazione con i parenti

Altri 16 anziani ospiti della casa di riposo Monumento ai caduti in guerra, a San Donà, sono risultati positivi al coronavirus. Si trovano nel reparto verde, uno dei cinque in cui è suddivisa la struttura, e sarebbero asintomatici. Buone notizie invece dal reparto viola, quello in cui a fine novembre erano emersi i primi casi (arrivati poi a 25): in queste ore i tamponi stanno certificando la negativizzazione di alcuni di loro (6, finora). Negli altri tre moduli della vasta struttura, che a regime accoglie circa 180 ospiti, per adesso il virus non si sarebbe diffuso. Gli operatori positivi erano 8, ma alcuni negativizzati stanno già tornando al lavoro.

La situazione non è semplice da gestire nella casa di riposo di via San Francesco, che fino a un paio di settimane fa era rimasta "covid free". Lo sviluppo e l'espansione del recente focolaio hanno costretto i dipendenti a lavorare a pieno ritmo e creato preoccupazione tra i familiari degli ospiti, che chiedono di avere informazioni più frequenti e dettagliate sui propri cari. «Abbiamo difficoltà a ricevere aggiornamenti regolari - riferisce una familiare di uno degli anziani -. Le videochiamate sono sospese perché il personale è troppo impegnato, abbiamo chiesto se almeno ci possono inviare delle foto. Chiediamo più trasparenza».

In realtà la questione è in divenire, tanto che nel prossimo incontro tra la struttura e il comitato dei familiari si parlerà anche delle modalità di comunicazione tra gli ospiti e le famiglie: «Abbiamo aggiornato puntualmente e quotidianamente i parenti delle persone positive, ma anche delle sospette positive, sulle loro condizioni - riferisce la proprietà -. Le informazioni cliniche, invece, vengono fatte direttamente dal medico. I tre moduli non coinvolti nel contagio finora non hanno avuto questo tipo di informativa: in questo momento il personale sanitario è dedicato completamente all'assistenza agli ospiti; coloro che hanno un cellulare possono comunicare autonomamente ma quando c'è l'isolamento diventa difficile o impossibile aiutarli con le videochiamate. In questi giorni, comunque, ci stiamo riorganizzando: stasera incontreremo il comitato dei familiari ospiti e saranno scelte delle vie di comunicazione condivise, anche con modalità di aggiornamento periodico».

La casa di riposo ha evidenziato anche gli sforzi fatti per favorire il più possibile l'incontro e la socialità: «Gli ospiti hanno continuato a fare le attività socio assistenziali e a comunicare con i propri cari per quanto possibile. Nel tempo abbiamo favorito al massimo le visite: durante l'estate, quando i protocolli lo permettevano, nel giardino se ne sono svolte oltre 900». Infine, è stata sottolineata «la grande collaborazione dell'Ulss 4», che giornalmente invia le Usca, compreso un infettivologo, per le visite ai pazienti affetti da virus.

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